acquaticità in gravidanzaIn un corso di acquaticità in gravidanza le mamme in attesa hanno la possibilità di prendere coscienza della propria respirazione, osservando ed ascoltando il proprio corpo in un elemento come l’acqua in cui è possibile toccare quasi con mano il proprio respiro.

Attraverso delle immersioni o con l’appoggio di una tavoletta o di un tubo galleggiante, la gestante è la protagonista di un’esperienza che la conduce alla scoperta di un mondo affascinante come quello acquatico,  in cui è più facile lasciarsi andare, distendere la mente e decontrarre la muscolatura.
Il lavoro che viene proposto in piscina aiuta le donne a familiarizzare con i meccanismi della respirazione lentamente, la lezione non segue gli schemi classici di scuola nuoto. La piscina deve trasformarsi in uno spazio dedicato alle future mammine in attesa, alcune di loro arrivano al primo appuntamento con esperienze negative di immersione in acqua.
Essere in forma fisicamente, è la richiesta legittima di qualsiasi donna che si avvicina ad una disciplina sportiva, ma dare questa possibilità alle mamme in attesa è leggermente diverso, quello che si insegna in acqua non è tanto una tecnica quanto la sicurezza dei propri mezzi, la conoscenza del proprio corpo e della propria muscolatura.

Regola fondamnetale per un istruttore di acquaticità in gravidanza,  è riuscire a trasmettere la propria passione con professionalità e coinvolgimento e allo stesso tempo, essere consapevole del grande privilegio di condividere emozioni uniche e irripetibili con le proprie allieve.
Prima di passare agli esercizi veri e propri, occorre che le gestanti abbiano la possibilità di osservare il rapporto che c’è tra la propria respirazione e qualsiasi lavoro muscolare e come una profonda inspirazione sia necessaria prima di compiere uno sforzo, e viceversa come il corpo attraverso l’espirazione riesce a rilassarsi.
Vengono proposti esercizi che danno la consapevolezza della qualità del proprio respiro, attraverso giochi subacquei che coinvolgono sia la bocca che il naso in un’espirazione sempre più lenta e prolungata, provando ad organizzare il movimento con la respirazione,
attraverso esperienze in gruppo o in coppia che permettono di adattare e sperimentare variazioni dei ritmi respiratori indotti dall’esterno e di verificare socializzando la propria abilità e capacità di adattamento respiratoria. Il concentrarsi sul proprio respiro, aiuta le donne ad entrare in contatto con un ritmo piacevole.

Il clima che si crea tra loro, è spesso di grande complicità e la consapevolezza di potersi fidare di se stesse crea benefici sia per il corpo che per la mente. L’istruttore rispettando il diverso ”vissuto acquatico” delle sue allieve, incomincia facendo sperimentare un galleggiamento statico in posizione supina, così che ogni donna possa sentirsi coccolata, abbracciata e cullata dall’acqua, sperimentando come durante l’inspirazione il corpo tende a salire e durante quella espiratoria il corpo tende ad affondare. Giocando così anche da ferme a lasciarsi avvolgere dall’acqua attraverso un’espirazione che si fa via via più lenta coinvolgendo tutto il corpo in un dolce relax.
La ginnastica in acqua per gestanti trae dalla tecnica del nuoto, l’insegnamento adatto a migliorare la propria capacità respiratoria. Attraverso semplici e divertenti esercizi, si spiega come eseguire da soli o in gruppo queste tre fasi che richiamano il meccanismo della respirazione del nuoto.

L’istruttore insegna:
• un’ inspirazione non forzata che serve ad incamerare aria senza avere la sensazione di polmoni che scoppiano
• una pausa con una breve apnea
• un’ inspirazione forzata e prolungata.

Un istruttore esperto del settore può grazie al meraviglioso strumento di lavoro che ha a disposizione (l’elemento acqua), giocare in mille modi per migliorare ognuno di questi passaggi e aumentare così gradualmente la naturale capacità respiratoria delle sue allieve e la loro esperienza con l’apnea.
E spiega alle sue mammine che esercitarsi in apnea è un esercizio davvero delicato, può essere estremamente divertente, ma non va eseguito al primo incontro, ma solo dopo qualche lezione. La fase che precede l’apnea è detta ventilazione, va eseguita per qualche minuto, il corpo dev’essere concentrato sull’esercizio, gli occhi possibilmente chiusi e rilassati, la posizione del corpo preferibilmente a ”foglia morta”: spalle rilassate e braccia perpendicolari alla piscina.
Le gestanti durante l’apnea dovranno concentrarsi su pensieri positivi, pensare al bambino che portano in grembo il quale vive in un ambiente acquatico molto simile, riuscendo a percepire le sensazioni positive che tale esperienza in acqua provoca.
Distendere corpo e mente, pensare che l’apnea se inquadrata in una cornice più ampia diventa un viaggio dentro se stessi, alla ricerca di quella serenità interiore che ognuno di noi desidera provare.

L’istruttore aiuta le allieve che hanno maggiori difficoltà, dando loro sicurezza, accompagnandole in punta di piedi in una esperienza molto profonda con l’elemento acqua, tenendole la mano, facendo sentire la propria presenza discreta dove occorre un sostegno, lasciando che la pratica aiuti a migliorare il controllo della respirazione, imparando che si diventa bravi nell’apnea, a trattenere il fiato sott’acqua solo se si possiede un’ottima padronanza della respirazione.
Per lavorare in modo ottimale sulle necessità delle gestanti in acqua è opportuno che l’istruttore abbia maturato un’ esperienza profonda nel settore per adattare la lezione all’esigenze diverse delle sue allieve e per tutelare la qualità della lezione.