acquaticità Mirella MaiettaNella parte finale di una lezione di acquaticità in gravidanza è prevista quasi sempre una fase di rilassamento, diversa dalla fase di riscaldamento iniziale e meno dinamica rispetto agli esercizi che vengono proposti  nell’intera sessione di lavoro.

In questa fase, le mamme lavorano in coppia, con una compagna o con l’istruttrice e iniziano con il sostegno dell’altra a galleggiare prima e a trovarsi poi, pian piano ,in uno stato di totale abbandono e leggerezza.
La donna che viene guidata dalla sua compagna negli esercizi di rilassamento, percepisce quasi immediatamente che se riesce ad abbandonarsi senza paura, cambia il suo tono muscolare e un corpo rilassato riesce a  sperimentare posizioni che favoriscono un maggiore allungamento della colonna vertebrale e la liberazione delle articolazioni del bacino, riscontrando miglioramenti  riguardo lombaggini e sciatalgie.
È molto difficile lavorare in coppia e nei primi incontri c’è  difficoltà nel lasciarsi andare, chi conduce deve lentamente entrare in sintonia con la persona che ha di fronte, senza forzare i tempi ed avere rispetto per naturali diffidenze o semplici paure, legate a un cattivo rapporto con l’acqua.
Importante per questo, l’ausilio di strumenti come il tubo o le cavigliere che facilitano un miglior galleggiamento.
È bene ricordare che ”l’acquaticità per il benessere psicofisico in gravidanza” dev’essere svolta in strutture adeguate, in orari in cui la piscina non è particolarmente affollata, al fine di creare un ambiente davvero rilassantecon sottofondo musicale adatto  che aiuti la gestante a lasciarsi andare e a liberare la mente da pensieri che ne compromettano il rilassamento neuromuscolare.
L’istruttore spiega alle sue allieve l’importanza del contatto che non deve mai venir meno, una mano dietro la nuca, un’altra appoggiata  leggermente dietro la schiena ma sempre con movimenti lentissimi perché non è chi guida l’esercizio a sostenere la compagna, ma l’acqua stessa e il  diverso  grado di rilassamento raggiunto dalla donna  determina un movimento lento e ampio che  le consente di apprezzare la carezza dell’acqua sul corpo.
In questa fase le future mammine devono concentrarsi solo sulle sensazioni positive che ricevono dai diversi esercizi, gli occhi possibilmente chiusi, dall’inizio alla fine, le mani posizionate sul pancione o libere nell’acqua, i rumori sono solo quelli che ovattati si percepiscono con la testa distesa in acqua e la musica aiuta dolcemente le mamme a ricevere sensazioni molto positive.
Diverse le proposte e le posizioni che l’istruttore può indicare alle future mamme, chi conduce deve dondolare, cullare  e spostare dolcemente la compagna, lavorare con le estremità del tubo posizionandosi dietro la nuca o all’altezza delle caviglie spingendo i talloni verso il tronco, la scelta degli esercizi è estremamente varia.
La durata della fase di rilassamento può variare dai 10 ai 15 minuti, per avere i migliori effetti, l’acqua deve essere non meno di 30°.
Quando il gruppo lo consente, sono previsti degli incontri aperti anche ai futuri papà dove il rilassamento gioca un ruolo fondamentale e diventa un’occasione unica per entrare in sintonia con il proprio compagno e con il bambino attraverso il morbido abbraccio dell’acqua.
All’istruttore non resta che accompagnarli in punta di piedi dando semplici indicazioni sulle prese e con discrezione, simpatia e gentilezza lasciare che l’acqua permetta alla coppia di comunicare attraverso un linguaggio non verbale.
Attraverso giochi subacquei ci si può massaggiare, sfiorare, condividere momenti particolari e il continuo contatto è molto piacevole e spesso anche attraverso un solo incontro la coppia  va a casa consapevole di quanto l’acqua possa essere energia, divertimento, esplorazione e rilassamento.