alimentazione-frutta-e-verduraL’acido folico è importante durante la gestazione per la formazione dell’embrione e del feto.
Una corretta assunzione è fondamentale in gravidanza.
L’alimentazione per una donna in gravidanza deve essere equilibrata e varia, ricca dei nutrienti fondamentali per soddisfare le esigenze nutrizionali della mamma e del nascituro, secondo quanto definito dalle Linee Dietetiche nazionali ed internazionali (LARN, RDA) (1, 2). Acido folico (Vitamina B9): l’acido folico è una vitamina idrosolubile del gruppo B: vitamina B9, agisce come coenzima, insieme alla vitamina B12, nella scomposizione e utilizzazione delle proteine.
L’acido folico è attivo nella divisione cellulare e svolge il suo ruolo fondamentale come trasportatore del carbonio nella formazione di eme, la proteina contenente ferro trovata nell’emoglobina, necessaria per la formazione dei globuli rossi.
L’acido folico è necessario per il processo di crescita e riproduzione delle cellule del corpo.
Esso non viene prodotto direttamente dall’organismo ma viene assunto attraverso gli alimenti o gli integratori.
Normalmente il fabbisogno quotidiano di questo acido è di 200 mcg per gli adulti e di 50 mcg per i bambini, in gravidanza le linee guida internazionali e nazionali (1, 2) raccomandano un introito di 400 mcg al giorno, quindi il doppio rispetto a quello normalmente assunto.
Durante l’allattamento si raccomanda un’assunzione giornaliera di 300 mcg.
È ormai condiviso dalla comunità scientifica internazionale (3, 4) che l’integrazione di acido folico nel periodo del concepimento diminuisce il rischio di insorgenza di difetti del tubo neurale, la struttura cioè da cui nell’embrione si formano cranio, cervello, colonna vertebrale e midollo spinale, il cui sviluppo si completa in genere entro 30 giorni dal concepimento.
Le principali fonti alimentari di acido folico sono i vegetali a foglia larga, asparagi, broccoli, cavoli, carciofi, i legumi, frutta, fegato, pane integrale e uova.
Parte dell’acido folico presenti negli alimenti, circa il 50%, viene perso durante la conservazione e la cottura degli alimenti.
La diminuita assunzione con la dieta ed una scarsa metabolizzazione dello stesso per alcuni motivi (malattie, alcol, farmaci, etc.) possono determinare una carenza di acido folico.
La carenza è da valutare soprattutto nelle condizioni in cui l’organismo ne ha bisogno in maggiori quantità, come in gravidanza e durante l’allattamento. In queste condizioni è richiesta un’integrazione.
In gravidanza l’obiettivo dell’integrazione è quella di fornire all’embrione sin dal momento del concepimento una giusta quantità di questa vitamina, indispensabile per la sintesi del DNA, delle proteine e per la formazione dell’emoglobina, ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro ai processi di differenzazione di proliferazione, come i tessuti embrionali.
È dunque importante per tutte le donne assumere acido folico prima del concepimento (almeno tre mesi prima), durante la gravidanza e nella fase di allattamento, così da evitare malformazioni del feto, la nascita prematura, il rischio di aborto e di ridotto aumento del peso del bambino.
L’uso di integratori in gravidanza va effettuato con cautela, sotto stretto controllo medico, dosi superiori a quelle consigliate potrebbero essere pericolose per la mamma e per il bambino.