ragadi al senoConsigli utili per le mamme
Molto comuni durante le prime settimane di allattamento, specie nelle primipare, sono le ragadi al seno che spesso rendono difficile un periodo già delicato come il post-parto

Scopriamo di cosa si tratta!
Le ragadi sono fessurazioni del capezzolo, possono trovarsi sulla punta o alla base del capezzolo, possono essere superficiali o profonde e sono quasi sempre dolorose.

Le cause
Le ragadi sono causate quasi sempre da un cattivo posizionamento del bambino al  seno, da un attacco scorretto o da una conformazione particolare della bocca o della lingua del bambino.

Posizionamento del bambino e attacco
Indipendentemente dalla posizione che si sceglie  per allattare il bambino dev’essere posizionato in maniera corretta al seno, dev’essere ben sostenuto, col corpo molto vicino a quello della mamma e allineato con la testa in asse rispetto al suo corpo, non va tenuto a pancia  in su e con la testa girata di lato per attaccarsi al seno.
Quando si avvicina il bambino al seno, il  capezzolo deve trovarsi all’altezza del naso  del bambino, in modo che, per attaccarsi, il bambino sia costretto ad alzare leggermente  la testa.
Quando un bambino poppa in modo scorretto, non riuscendo a drenare bene il seno, potrebbe non riuscire a prendere una quota adeguata di latte, oltre a causare le ragadi.
Suggerisco alle mamme di provare varie posizioni, fino a trovare quella più adatta al proprio caso. Spesso la posizione semireclinata, si rivelerà quella più facile da usare e la più valida per una poppata efficiente.

Come attaccare il bambino
Quando si avvicina il bimbo al seno, è importante che il suo mento incontri per primo il seno della mamma, in modo che affondi per bene sul seno, il piccolo alzerà leggermente la testa, prendendo un bel boccone di tessuto mammario, in questo modo riuscirà  a prendere in bocca più areola nella parte  inferiore che in quella superiore, si troverà ad avere il mento affondato nel seno e il nasino  che appena sfiora la pelle del seno della sua mamma.
Quando la madre attacca il bambino e sente  molto dolore, non serve che cerchi di resistere, stringendo i denti.
Più tempo si cerca  di resistere e più il capezzolo verrà lesionato. In questi casi è importante staccare il bambino, mettendogli un dito pulito all’angolo della bocca  per interrompere la suzione e riattaccarlo correttamente.
Per velocizzare la cicatrizzazione è utile spremere alcune gocce di colostro o di latte, spalmarle sulla ragade e lasciarle asciugare.
Il latte materno ha infatti un forte potere  disinfettante e cicatrizzante.
Una volta corretto l’attacco e la suzione del bambino, l’allattamento può continuare con una frequenza dettata dalla richiesta del bambino.
In gravidanza non è vietato usare creme per il seno se si desidera e se si crede che  possano essere utili.
È invece molto utile partecipare a incontri informativi sull’allattamento soprattutto se tenuti da una persona competente, in modo da apprendere le tecniche di attacco corretto  del bambino al seno, così che anche le  primissime poppate siano piacevoli sia per la mamma che per il bimbo e anche efficaci, in modo da prevenire problemi come la scarsa  produzione e il conseguente malaccrescimento del bambino.