belly-dancing-for-pregnancya cura di Giada Laganà
L’allegoria della femminilità e della fertilità

Il nuovo progetto di Martina Bellini
Danzare sulla melodia del proprio essere: non solo per comunicare con il resto del mondo, ma con lo scopo di intrattenersi con se stesse, traendone e fornendo benefici.
Ecco, riassunto in poche righe, ciò che insegna ogni giorno Martina Bellini, grazie alla sua passione, il suo impegno ed il suo lavoro. La danza del ventre è un’arte capace di fornire innumerevoli benefici al proprio corpo, sia a livello fisico che psicologico.
Lo studio di questa disciplina può, solo per citare alcuni esempi, migliorare la circolazione sanguigna attraverso la respirazione. è in grado di lavorare sulla postura, di aiutare la donna durante il ciclo mestruale attenuandone i dolori, di regolarizzare il sonno…
E da anni che mi dedico con tutta me stessa allo studio di questa disciplina: ”dalle sue origini, alla musica ed agli strumenti che le appartengono, sperando di riuscire a trasmettere il suo intento a tutte le donne che ho la fortuna di incontrare sul mio cammino”.
Il progetto ”Danza la vita” si riveste dunque di tutte queste caratteristiche, ma rivolge il suo sguardo ad un pubblico speciale: le donne in gravidanza.
Parliamo, qui, di un momento molto importante dell’esistenza: non si tratta solo di un’esperienza fisica, ma anche, ed in particolar modo, emozionale.
E l’intento di questo progetto è proprio quello di supportare tutti i cambiamenti che il diventare madre comporta.
La pratica della danza del ventre in gravidanza può dunque aiutare a rinforzare la muscolatura, a ridurre i dolori lombo-sacrali, nonché ad avere un maggior controllo ed una maggiore consapevolezza del proprio peso. Senza dimenticare uno dei fattori più importanti: l’attenzione che si porta ad una corretta respirazione.
Il respiro è il sinonimo di vita che inizia e prende il suo largo e procedere in un lavoro su di esso non potrà che essere d’aiuto anche durante il parto, nonché al fine di ridurne l’ansia. Un altro aspetto che va portato all’attenzione del lettore è, inoltre, il punto di vista
umano: la forza dei legami che finiranno per instaurarsi in un gruppo di donne che danzano per la vita.
”Molto importante, nella mia formazione, è stato l’incontro con le donne, che con le loro esperienze e le loro storie hanno saputo arricchirmi interiormente, fornendomi la possibilità e le capacità di crescere anche professionalmente” afferma Martina.
Ma esistono controindicazioni? ”Come per ogni attività fisica, è importante richiedere il parere del proprio medico, ma quando la gravidanza è fisiologica e non insorgono situazioni a rischio non dovrebbero sussistere problemi”. E non è finita qui, perché la danza del ventre può portare un po’ della sua magia anche al periodo post-partum: quest’arte può aiutare a tornare in forma tonificando gli addominali e recuperando una postura corretta. Ma c’è di più: con il moto il corpo aumenta la produzione di endorfina, che quindi regola l’equilibrio fisico e psichico.
I movimenti tipici di questa disciplina lavorano, poi, anche sul seno e saranno di stimolazione al capezzolo: la fonte di nutrizione del nascituro.
E infine, tra i testi che ne cantano le lodi, il più adatto per una citazione pare proprio quello di Nurya, ”La più antica delle danze e il suo potere curativo”: il ventre è localizzato come il luogo della procreazione, ossia la sorgente della vita sulla terra. Collegandolo alla figura femminile, esso diviene dunque allegoria di fertilità e femminilità.
Ed ecco allora che, attraverso quei movimenti dolci e circolari, si ha la possibilità di entrare in contatto con se stesse e con la creatura che si porta in grembo, la quale proverà sicuramente una sensazione di piacere e di amore.