pancioniStudio osservazionale del livello di conoscenze del personale ostetrico sulla diagnosi prenatale

La definizione, approvata dall’OMS nel 1986 afferma che l’ostetrica deve essere in grado di fornire la supervisione, assistenza e consigli alla donna prima e durante la gravidanza, il parto, il puerperio; il suo lavoro include l’educazione prenatale e la pianificazione familiare.

In questa ottica diventa centrale il ruolo dell’ostetrica anche nell’ambito della diagnosi prenatale.
Diventa opportuno quindi che l’ostetrica sia in possesso delle conoscenze e degli strumenti necessari per poter fornire un adeguato supporto e accompagnamento delle coppie nella scelta di sottoporsi ai test di screening e diagnosi prenatale.

Obiettivi
Questo studio è finalizzato ad indagare il livello di conoscenze del personale ostetrico riguardo la diagnosi prenatale, in particolare sul NIPT (Non Invasive Prenatal Test).

Materiali e metodi
È stato somministrato un questionario online a tutte le ostetriche di Italia, ottenendo 324 risposte totali.
Il questionario è composto di venti domande a risposta multipla ed è stato esposto per cinque mesi, da Maggio 2016 a Settembre 2016.

Risultati
È stato analizzato l’andamento delle risposte corrette e sbagliate nei vari gruppi di domande. Delle venti domande, cinque riguardano i caratteri generali della diagnosi prenatale, quattro la distinzione tra test di screening e di diagnosi e undici il NIPT. Circa i caratteri generali della diagnosi prenatale, è stata ottenuta una media percentuale di risposte corrette del 77.9%.
Riguardo la distinzione tra test diagnostici e di screening, è stata ottenuta una media di risposte corrette più alta, dell’89.65%.
Passando all’ultimo gruppo di domande riguardanti il NIPT si è ottenuta una media di risposte corrette del 64.21%.

Conclusioni
Tale studio ha dimostrato discrete conoscenze circa i caratteri generali della diagnosi prenatale; ottima conoscenza riguardo la distinzione tra test diagnostici e di screening.
Per quanto riguarda il NIPT, si può dire che complessivamente il personale ostetrico ha le conoscenze di base, ma alcuni aspetti sono poco chiari o sconosciuti e andrebbero quindi approfonditi.
È risultato essere noto su cosa il test si basi, ossia sulla ricerca di DNA libero presente nel plasma materno, e il suo ambito di indagine. Alcune applicazioni non sono conosciute, quali la sensibilità del test nei confronti delle gravidanze gemellari e la possibilità del NIPT di determinare il fattore Rh del feto in madri Rh negative.
Le ostetriche hanno dimostrato di sapere a quale età gestazionale il NIPT si effettua e sanno che la sensibilità del test è superiore a quella degli altri attuali test di screening.

Necessitano di approfondire la conoscenza dei limiti del test, ma soprattutto la differenza tra screening e diagnosi; non è apparso chiaro a tutti che il NIPT è un test di screening, il cui esito positivo necessita di un approfondimento diagnostico tramite un esame invasivo.
Questo studio ha dimostrato complessivamente buone conoscenze di base del personale ostetrico, ma ha anche evidenziato la necessità di approfondire alcuni argomenti e alcune applicazioni, in particolare riguardo il NIPT.

Ciò si ripercuote sulla mancata visione di insieme del personale ostetrico su tutte le procedure di diagnosi prenatale e sulla difficoltà di gestione dei più giusti protocolli da applicare per ottenere la diagnosi di aneuploidie cromosomiche. L’ostetrica è la professionista della fisiologia, deve essere in grado di guidare la gestante verso scelte informate e consapevoli, tenendosi sempre aggiornata anche sulle frontiere più innovative della diagnosi prenatale.

tratto dalla tesi di Laurea della dr.ssa Laura Torbidoni