convegno SIP ottobre 2010Intervento di Francesco Tonucci  Responsabile del reparto di psicopedagogia del CNR

È sorprendente notare come le città e più in generale il mondo adulto, quando non sapevano nulla del mondo infantile, erano capaci di accettare i bambini, tollerarne il fastidio e condividere con loro lo spazio e le esperienze.
Oggi, che, grazie agli studi di Freud, Piaget, Bruner e gli altri, sappiamo molto sull’importanza dei primi anni della vita riusciamo a pensare ad una organizzazione della città e ad una vita quotidiana che praticamente escludono l’infanzia.
La città prepara per i bambini spazi separati e specializzati come giardinetti, ludoteche, parchi tematici e tutte le proposte educative.
Sempre spazi protetti e vigilati da adulti.
La scuola occupa buona parte del tempo quotidiano con le ore di classe e con i compiti per casa.
La famiglia impegna il tempo rimanente “regalando” ai figli le scuole pomeridiane di sport, di lingua o di attività creative (ma sempre scuole).
Il tempo che rimane viene trascorso davanti ad uno schermo.

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