Mirella_D_Orsi_imageDisse allora un ricco: parlaci del Dare.
Ed egli rispose: Voi non date che cosa di poco conto, quando date qualcosa dei vostri beni.

È quando date qualcosa di voi stessi che date veramente…
“… Ci sono quelli che danno con gioia, e quella gioia è la loro ricompensa…” Kahlil Gibran da il Profeta Nonni si diventa perché la vita lo permette o perchè si è “adottata la vita”, in questo modo possiamo parlare di dono “donare la vita “.

Nell’immaginario collettivo, si parte dall’assunto che nipoti son voluti bene più dei propri figli e che l’attachment che ne scaturisce rende il legame parentale di una bellezza unica.
È il dono della vita che si rigenera e si propone per riassegnare ruoli e funzioni, gratificando e valorizzando in piena maturità ed esperienza il ruolo di “nonni”.
La reciprocità di sentimenti che scaturisce tra nonni e nipoti potremmo definirli doni simbolici che arricchiscono mente e cuore in una sintonia di comportamenti genuini e spontanei.
É un comportamento affine tra identità diverse, una compliance ascritta che intriga psicologi ed educatori.
L’amore iniziale che ha permesso questa meraviglia di ruolo, crea una gioviale armonia che è piacevole osservarla. La differenza di età tra i due attori scompare, l’uno riscopre la bellezza del gioco, la freschezza delle favole, la risata spontanea e coinvolgente, l’altro si accultura in modo semplice e spontaneo, ogni suo perché ha la sua risposta pacata ed esaustiva senza interferenze, il suo mentore è li pronto a ricevere ogni richiesta di aiuto, lo coccola, lo calma, lo consola e lo ascolta senza tener conto del trascorrere del tempo, raccoglie segreti e piccole confessioni che restano nello scrigno, senza mai uscire allo scoperto, con il beneficio dell’immunità, consente di infrangere regole e divieti.
Lo scambio di ruoli è permesso, si diventa adulto o bambino senza alcuna remore, rossetto, berretto, tacchi a spillo, costruzioni lego, filastrocche e favole di Rodari, sono proprietà di entrambi. Non s’interferisce nei loro discorsi, sono dialoghi personali, si è permesso solo osservarli
e sorridere a quella meravigliosa visione, la bellezza della fanciullezza nei colloqui con un interlocutore personale, disponibile, attento e amorevole.
I racconti del nonno sono favole meravigliose che incantano il piccolo donandogli momenti magici.
Le passeggiate sono una loro esigenza; si chiacchiera e si discute non di politica ma di amicizia, di compagni di gioco, di come costruire un aquilone o compilare un puzzle, mentre il loro amico a quattro zampe li osserva quasi a proteggerli.
La panchina è loro complice anche per consumare una merenda sorridendo e cedendo a qualche peccatuccio di gola.
I loro sguardi si confondono in un arcobaleno di emozioni che solo il dono dell’amore può realizzare.  I nonni sono persone speciali, sono i bambini che li rendono tali: i valori, i saperi, il vissuto dei nonni, diventa la ricchezza donata al bambino in modo gratuito.
I nonni ricevono come dono quell’attrazione vitale fatta di ricchezza emozionale che alimenta il cuore e li rende bambini, un connubio di sentimento che solo un bambino è capace di donare. Questo plus valore che accomuna mamma e figlio per poi continuare nel percorso di vita generazionale di nonno e nipote, è la storia meravigliosa delle radici della vita.
I bambini ne sono l’essenza, il profumo, i nonni, il seme dell’amore.
(Dedicato ai nonni e a mia nipote Renata)