donazione cordoneÈ sempre possibile donare?
Il ruolo dell’ostetrica /o.
La donazione solidaristica è sempre e comunque un gesto altamente altruistico che, oltre ad essere in sintonia con il significato del “dare la vita”, del “dare alla luce”, ha una duplice valenza, per essere destinata ad aiutare il prossimo e per produrre una serie di ritorni positivi agli stessi donatori.
Esistono controindicazioni alla donazione evidenziabili durante la raccolta dell’anamnesi, durante il periodo del travaglio/parto, al momento del prelievo stesso (se la quantità di sangue è inferiore a quella stabilita per la validazione della sacca) e dopo la serie di controlli in laboratorio. I principi su cui si fonda la donazione di sangue cordonale, riconducibili nientemeno che all’etica, sono: – Volontarietà – Anonimato – Tutela della salute di mamma e neonato – Incompatibilità con interessi economici L’ostetrica/o che assiste la donna durante il travaglio e il parto fisiologici è stata individuata come la professionista adeguatamente preparata ad occuparsi con responsabilità della parte di percorso compresa tra l’accoglienza della futura mamma in sala travaglio e l’invio della sacca al Centro Immunotrasfusionale.
È possibile donare anche in corso di taglio cesareo e, in questo caso, ad effettuare il prelievo sarà un’ostetrica/o diversa dalla strumentista.
L’ostetrica/o apprende la tecnica del prelievo di sangue placentare nell’ambito del tirocinio professionalizzante svolto durante il suo percorso formativo di base costituito dalla Laurea triennale in Ostetricia.
Inoltre, per l’ostetrica/o, la promozione della donazione come promozione di salute può essere considerata intervento di educazione sanitaria di cui essa è competente.
Per quanto riguarda i centri di prelievo e raccolta, oltre alla sala parto appartenente alla struttura ospedaliera sede della Banca del sangue placentare, l’organizzazione prevede anche centri di raccolta periferici che afferiscono alla Banca stessa e che facilitano le donne.