la pertosseLa pertosse è frequente nell’infanzia e può colpire anche i neonati non più protetti dagli anticorpi passati dalla mamma.

È una malattia particolarmente grave nel primo anno di vita, specialmente nei bambini pre-maturi, perché può provocare complicazioni gravi (broncopolmoniti, convulsioni, malattie del sistema nervoso).

Se il bambino è colpito successivamente da malattie provocate da virus, può avere accessi di tosse simili alla pertosse, per la reattività dei bronchi anche a distanza di cinque-sei mesi dalla malattia.

È inoltre opportuno consultare il medico per decidere se sottoporre a cura antibiotica le persone a stretto contatto col bambino ammalato, nel caso non abbiano avuto la pertosse o siano passati più di tre-quattro anni dalla vaccinazione.

La pertosse è una malattia contagiosa provocata dal batterio Bordetella pertussis, che lascia una protezione permanente: questo vuol dire che non ci si ammala una seconda volta.

È molto raccomandata, già nei primi mesi di vita, la vaccinazione contro la pertosse, con vaccino acellulare, che garantisce una buona immunità con almeno tre dosi.

Si consiglia un richiamo anche verso i cinque- sei anni di età, per favorire una più ampia copertura.

A distanza di tre-quattro anni circa dalla vaccinazione, l’efficacia della protezione diminuisce ed è possibile che bambini vaccinati possano ammalarsi di pertosse.

Come si prende? Il contagio avviene molto facilmente se si viene a contatto diretto anche per pochi attimi, per esempio parlando o giocando, con una persona colpita dalla pertosse.

Chi ha preso la malattia è contagioso nella settimana prima dell’inizio della tosse secca, quando è più alto il pericolo di contagio, e durante le tre settimane successive.

Le persone malate di pertosse e sottoposte a cure antibiotiche sono contagiose per i primi cinque-sette giorni di cura. Non è invece possibile che avvenga il contagio tramite una terza persona o mediante oggetti con cui è stato a contatto il malato.

Nelle zone dove quasi tutti i bambini sono vaccinati, la principale fonte del contagio sono gli adolescenti e gli adulti, che spesso presentano disturbi leggeri e atipici.

Come si manifesta? Fase di incubazione (da 6 a 20 giorni, di solito 7-10 giorni): il bambino non presenta disturbi.

Fase catarrale (dura circa 10 giorni): è caratterizzata da raffreddore, starnuti, febbricola e non si distingue da una comune infezione delle alte vie respiratorie.

Fase parossistica (dura da 2 a 4 settimane): la tosse diventa sempre più stizzosa, specialmente la notte, dopo alcune ore di sonno; si manifesta con accessi di 5-10 colpi violenti, esplosivi, in una successione così rapida che il bambino non riesce a respirare tra un colpo e l’altro, seguiti da un respiro profondo che talvolta produce un urlo.

Durante l’attacco il volto diventa rosso, gli occhi sono gonfi e lacrimosi, possono comparire piccole emorragie sotto la pelle a livello delle palpebre, dovute allo sforzo della tosse.

Alla fine dell’accesso il bambino può vomitare muco filante.

Fase di convalescenza (dura 2-3 settimane): la tosse diminuisce in intensità e in accessi fino a scomparire.

Come si cura? Dato che è una malattia batterica, si cura con un antibiotico appropriato, che deve essere preso per 14 giorni. l’antibiotico è efficace solo se è somministrato alla comparsa dei primi sintomi; la cura deve comunque essere eseguita per impedire di contagiare altre persone.

Per calmare la tosse si possono usare farmaci beta-2 stimolanti e cortisonici, ma solo sotto controllo medico.

I tradizionali calmanti della tosse non sono efficaci.

Se il bambino vomita, è meglio dargli pasti frequenti in piccole quantità.

Quando consultare il pediatra? Una volta che è stata fatta la diagnosi di pertosse, è necessario consultare nuovamente il pediatra se: il bambino presenta mancanza di respiro (apnea) o colorito bluastro (cianosi) durante l’accesso di tosse; non riesce ad alimentarsi, specie se è piccolo, e vomita a tutti i pasti; compare febbre alta persistente e respiro affaticato; si presenta una crisi convulsiva; compaiono disturbi del sistema nervoso (eccessiva sonnolenza oppure, al contrario, iper-reattività e tremori).

Quando può tornare a scuola? Il bambino può riprendere a frequentare la scuola dopo sette giorni dall’inizio della terapia antibiotica, o dopo almeno tre settimane dall’inizio della fase parossistica.