mamma e figliaL’amore “im”perfetto   <è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante>
…. Antoine de Saint-Exupèry Il Piccolo Principe

L’amore ha varie sfaccettature, è arte, bellezza, imperfezione, passione o quant’altro, la differenza tra queste varie predisposizioni all’amore è nelle relazioni:  variegate, intense, superficiali, egoistiche.

Incondizionato, ben definito e senza eguali è
Il legame che unisce madre e figlia, è una relazione connaturale che rende unico l’attaccamento.
In questo connubio di risorse e coinvolgimento  emotivo tutto può accadere, non c’è  limite alla consapevolezza materna che quell’essere che è venuto al mondo è il miracolo che la vita le ha fatto dono; è cura materna allevare questa bellezza alla vita di adulta mettendole a disposizione tutti gli strumenti utili al suo percorso di crescita formativo-educativo.
Il nucleo familiare e sociale contribuirà a renderla autonoma e in sintonia con le scelte amicali emozionali e lavorative che farà proprie.
In questo percorso non poche sono le infrazioni che una madre dovrà cogliere per superare ostacoli affettivi nella vita adolescenziale della figlia.

È in questo periodo che possono sopraggiungere contrasti di comunicazione e a volte di relazione e qui entra in gioco la forza dell’amore.
La natura, fa la sua parte, lasciando tempo e ampio spazio alla risoluzione dei “conflitti”. Nascono i primi contrasti, proteste e rifiuti; madre e figlia entrano in competizione: è un rolling play che mette in discussione i ruoli e la relazione ma non il legame di fondo, questo rimane immune a qualsiasi evento.
È questo bene che fa sormontare tutti gli ostacoli, le fratture, le alzate di tono, le parole non dette e il linguaggio del corpo ostile e cocente.

È la crescita che impone questa sensazione di smarrimento, d’incertezze, di destabilizzazione, la bambina si tramuta in farfalla, vuole i suoi spazi, la sua autonomia, la sua indipendenza e la conquista ribellandosi al ruolo di bambina e a quell’amore “Imperfetto”.
Anche se difficile questo è il momento che più accomuna mamma e figlia, in un’interpretazione unica importante di due personaggi che hanno in comune l’una il bene per l’altra: da un lato una mamma che si pone tanti perché, che si sente defraudata di quel ruolo che tanto ama, in preda ad un fallimento che niente ha di vero ricercando tempo e spazi per elaborare il distacco, dall’altro una bambina che vive la sua  metamorfosi staccandosi dal cordone ombelicale con i mezzi che ritiene utili schivando  momentaneamente i suoi riferimenti per le sue certezze, autostima e immagine di sè, per ritrovarli poi, ancora più fortificati.

È una competizione senza regole ne arbitri, con momenti di pause e riprese, queste, attuate con forte divergenze di opinioni. Non ci sono consigli o regole da seguire, il rapporto tra madre e figlia è consolidato e soggettivo.
Costanza, tenacia, manifestazioni di affetto,  stima, fiducia e solidarietà costituiranno gli ingredienti utili che la mamma metterà in campo per darle quel supporto necessario per la crescita. L’effervescenza emotiva lascerà spazio alla formazione di una bambina che si prepara alla favola della vita, che allarga i suoi interessi al di fuori del nucleo familiare.
Non c’è abbandono o rifiuto. Non è un amore negato.
I ruoli non cambiano  o si sottraggono, si arricchisce la modalità di relazione con l’intrusione e contaminazione di altri attori. Resta l’amore perfetto, legame indissolubile,  un divenire di rubrica di vita comune. L’adolescenza è il periodo della vita che ha il sapore del mare, la dolcezza dei suoi silenzi, l’armonia della sua voce, la sua profondità, la sua freschezza limpida e lucente.
È di una bellezza unica che lascia la sensazione di calore e di passione quando ti accorgi con rimpianto di non averne  apprezzate tutte le sfumature. Il ricordo di quest’avventura, è prioritario per arricchire il rapporto madre e figlia con i colori dell’Arcobaleno.

L’inebriante tempesta emozionale lascia spazio alla maturità ricercata e dovuta per riappropriarsi del senso della vita piena di meravigliose avventure.
Ai miei figli Giovanni, Luciana, Luca.
A Luciana  e Valentina amiche d’infanzia e adolescenza  e tutt’oggi complici di un’avventura meravigliosa di mamme e inseparabili amiche.