essere mammaQuando va tutto bene… l’emozione è indimenticabile
Nell’era della tecnologia, dei cibi chimici e della medicina telematica il desiderio del naturale si esprime anche partorendo in casa propria.

Coronare il sogno della maternità e partorire tra le pareti domestiche non è un ritorno al passato bensì una scelta personale della donna e della coppia decidere di dare alla luce la propria creatura all’interno di un contesto familiare in cui si respirano odori familiari in un clima rassicurante.
Questo non vuol dire che i reparti di ostetricia sono preoccupanti, anzi.
Le complicanze ostetriche per le mamme e i loro bimbi, si sono notevolmente ridotte da quando le donne hanno cominciato a partorire in ospedale. In particolare l’assistenza neonatale immediata, su neonati nati con basso e bassissimo peso hanno permesso di prevenire tante complicanze dovute all’immaturità di questi bambini.
Le donne che scelgono il percorso del parto in casa devono essere attentamente selezionate: gravidanza fisiologica senza complicanze, donna in buona salute, feto in presentazione cefalica e il travaglio deve iniziare spontaneamente.
Le gravide con presentazione podalica, gravidanze gemellari, marcata anemia, ipertensione, cardiopatie e altre malattie note devono rinunciare.
Le coppie che non dispongono di una casa logisticamente adatta ad accogliere il lieto evento perché troppo piccola o all’interno di un condominio o molto distante da un ospedale ostetrico e per tante altre ragioni, ma non vogliono rinunciare alla naturalità della nascita, possono rivolgersi alla case maternità.
Queste strutture, ancora poche sul nostro territorio nazionale, sono locate in vicinanza di un ospedale a garanzia di eventuali emergenze che dovessero presentarsi.
Il futuro papà può assistere in maniche di camicia e con le sue personali pantofole al posto di camice e copriscarpe sterili.
Nelle case maternità di solito è presente anche una vasca e quindi è possibile partorire in acqua. Non ci sono altri parti in contemporanea, non c’è via vai di personale sanitario e tutto il decorso del parto avviene in intimità e con l’assistenza dell’ostetrica prescelta che assiste fino al primo puerperio.
Cosa non deve mancare in camera da letto: una comoda poltrona meglio se reclinabile e con poggiapiedi, asciugamani morbidi e caldi e un plaid per il brivido postpartum. Infusi di ortica e melissa, luci soffuse e musica classica sono accessori che contribuiscono a rendere la prima parte del parto meno dolorosa per la futura madre.
Oltre alla culletta tradizionale è bene disporre anche di una culla termica e di vaschetta per il primo bagnetto del nascituro.
Bilancia, biberon, tiralatte, sonaglini, vestitini vari e l’immancabile camicino della fortuna come tradizione vuole, devono completare l’arredamento della zona nursery.
Se in casa o casa maternità il travaglio si presenta molto lungo o insorgono sintomi di una gravidanza patologica, l’immediato trasferimento in ospedale è obbligatorio senza troppi indugi.
A differenza del parto in ospedale, che è gratuito, il parto in casa propria o in casa maternità ha un costo, anche se non molto elevato. Solo Piemonte, Emilia Romagna, Marche e la provincia di Trento riconoscono un rimborso parziale dei costi sostenuti.
Attrici, cantanti e donne Vip sono state le prime a chiedere e ottenere di allestire ambienti per il lieto evento tra le pareti domestiche. Certamente queste donne non badano a spese: il plaid per il brivido postpartum sarà di puro cashemire e in giardino un elicottero privato con personale a bordo è pronto a decollare per ogni evenienza.