gravidanzaNon bisogna esporsi al contagio
Le uova crude e i dolci con creme di uova crude quale il mascarpone possono essere veicolo di Salmonelle.
Tramite il consumo di frutti di mare crudi si possono acquisire Epatite e Colera

La condizione ideale per ogni donna che decide di diventare madre è iniziare la gravidanza con una buona immunità per il maggior numero possibile di malattie infettive.
Gli esami preconcezionali servono a verificare le infezioni già contratte e a programmare le eventuali vaccinazioni per quelle da cui la donna non è immune.
Quando, come più spesso accade, la donna arriva nell’ ambulatorio ostetrico con il gravindex già positivo le uniche misure preventive sono quelle di non esporsi al contagio.
Evitare luoghi affollati e contatti con infezioni o animali presumibilmente infetti è una misura preventiva di grande utilità.
Certo è che per chi lavora evitare luoghi pubblici diventa difficile come pure l’allontanamento dalla scuola per tutta la gravidanza degli altri figli.
Anche l’alimentazione può essere veicolo di infezioni, in gravidanza la più temuta è la toxoplasmosi o infezione del gatto. Ma i nostri amici mici non devono essere allontanati da casa perché il contagio avviene solo per via alimentare da alimenti contaminati dalle feci del gatto.
Fare attenzione che verdura e frutta, in
particolare frutti di bosco che crescono a contatto con la terra, siano ben lavate.
Buona norma è evitare di mangiarli crudi fuori casa. Stesso discorso per carne, insaccati e prodotti di salumeria con l’eccezione di mortadella e prosciutto cotto: il trattamento con il vapore uccide il Toxoplasma Gondii.
L’infezione, se contratta in gravidanza è spesso asintomatica per la madre, ma questo protozoo attraversa la placenta e va a localizzarsi nel cervello fetale.
Per fortuna esistono farmaci efficaci sia in utero che nell’immediato periodo neonatale e quindi la tempestività della diagnosi è fondamentale, mentre non si dispone del vaccino.
L’MPR, il vaccino trivalente per Morbillo, Parotite e Pertosse ha quasi azzerato queste infezioni. In Italia, fino al 1999, la vaccinazione per la Rosolia veniva effettuata solo sulle bambine verso i 12-13 anni. Ora la vaccinazione viene eseguita nel secondo anno di vita con un richiamo entro i 5-6 anni.
Il vaccino con due dosi ha un’efficacia prossima al 100% e l’immunità dura tutta la vita.
È consigliato, inoltre, in tutte le donne in età fertile che risultano negative al Rub Test prima di intraprendere la ricerca di una gravidanza.
Come per tutti i vaccini vivi attenuati, anche l’MPR non va somministrato in donne gravide o che desiderano esserlo nei mesi successivi.
L’infezione è di solito benigna nei bambini ma molto pericolosa per il feto se contratta in gravidanza entro il IV mese. Il virus si diffonde per via transplacentare e
può indurre aborto spontaneo, morte intrauterina o gravi malformazioni fetali note come Triade di Gregg: cataratta, cardiopatie e sordità per malformazione dell’organo del Corti.
Dopo la 17° settimana induce solo un’infezione senza provocare malformazioni. Eseguire il Rub Test in occasione degli esami del sangue per l’assunzione della pillola contraccettiva o degli esami preconcezionali rappresenta la migliore modalità di prevenzione per la Sindrome da Rosolia congenita.
Ma per arrivare al ”Getting to Zero” bisognerà vaccinare tutti gli adolescenti e i giovani adulti non immuni.
Una importante raccomandazione per la donna gravida non immune è astenersi dal contatto con bambini in età scolare almeno fino alla 20° settimana. Pertanto insegnanti ed educatrici devono astenersi dal lavoro.