riabilitazione pavimento pelvico post partoSolo la stretta collaborazione tra Ginecologi e Fisiatri può rendere efficace questa pratica curativa nelle puerpere …e non solo
L’incontinenza post-parto è un problema molto comune.
La sua risoluzione prevede l’esecuzione di alcuni esercizi e il ricorso in taluni casi ad apparecchiature specifiche strumentali.

Il perineo è quella complessa struttura del corpo che si trova tra la sinfisi pubica e il coccige, dove terminano tre canali: l’uretra, la vagina e il retto.
Il pavimento pelvico rappresenta la parte interna del perineo.
Ci tengo a puntualizzare che problematiche perineali si traducono spesso non solo in problemi di incontinenza urinaria ma anche in una ridotta capacità di provare piacere durante il rapporto sessuale.

Un po’ di storia… Negli anni ’50, A. Kegel propose una serie di esercizi per allenare la muscolatura del pavimento pelvico.
Negli anni ’80, S. Plevnik ideò i coni vaginali.
Per sfortuna di riabilitazione perineale anche nei corsi pre-parto si parla poco o per nulla.

Eppure sia il pre-parto che il post-parto sono fasi delicatissime e soprattutto nelle puerpere ci può essere un indebolimento dei tessuti vaginali con conseguente incontinenza urinaria.
Questo breve articolo vuole essere una valida fonte informativa, facilmente comprensibile per le donne che desiderano conoscere meglio il proprio corpo e prendersene cura.
Mi rendo disponibile nei confronti di tutte coloro che desidereranno approfondire la problematica, perché da donna, da mamma e da medico ritengo doveroso vivere il puerperio, come altre importanti fasi della vita della donna, in serenità.

Come agire
Come prima cosa bisogna preparare il perineo al parto durante la gravidanza al fine di garantire una gestione del travaglio che sia quanto più fisiologica possibile.
La tutela del proprio pavimento pelvico può nascere solo attraverso un lavoro di conoscenza di quest’ultimo e favorendo l’automatizzazione di certi schemi comportamentali e di certi riflessi.
In secondo luogo risulta fondamentale l’attività di prevenzione attraverso la stretta collaborazione tra ginecologo e fisiatra, adeguatamente consapevoli e preparati sull’argomento.
Da medico fisiatra ammetto di aver avuto la fortuna di trovare una competente collega ginecologa, disponibile alla realizzazione di un lavoro fatto insieme.
Certo la strada è ancora lunga, in quanto la fase di “capillarizzazione educazionale” in tema di riabilitazione perineale è appena iniziata.
In terzo luogo diventa essenziale dire basta a pannolini e ancora peggio ad interventi chirurgici, spesso evitabili, e riuscire ad individuare il corretto approccio conservativo.
Il mondo della riabilitazione è un mondo affascinante, quello della riabilitazione pelvi-perinele lo è ancora di più per l’importanza della tematica e l’oscurità in cui per anni è stata relegata.

Le donne devono sapere che:
– esiste un’attività di prevenzione, di diagnosi e se necessario di cura e riabilitazione attraverso un lavoro d’ equipé.
Il consiglio al riguardo è quello di affidarsi ad un ginecologo che crede nella riabilitazione perineale;
-“tutto” può tornare normale e quindi non si deve subire l’umiliazione di perdite di urina o di una sessualità non più soddisfacente.
– esiste la possibilità di un programma educazionale pre -parto, esistono gli esercizi di kegel, i coni vaginali ed anche una terapia strumentale rappresentata dalla stimolazione elettrica funzionale e/o dal Biofeedback.

Conclusioni
Il pavimento pelvico è stato definito“ il muscolo più sconosciuto” ma anche il “muscolo della felicità”; riscoprirlo e valorizzarlo è oggi per fortuna un obiettivo possibile con il raggiungimento di risultati brillanti.