pet terapyTerapia che aiuta i bambini e gli autistici
La pet therapy nasce nel 1953 quando lo psichiatra Boris Levinson scoprì che un piccolo paziente autistico da lui in carico al contatto col suo cane si mostrava più disponibile all’interazione.
Pet-therapy: cos’è e a chi giova…
La pet-therapy è una terapia dolce, che affiancata ad altre terapie, attraverso la generazione di un rapporto stretto ed intimo tra animale e soggetto ammalato risulta utile nella cura sia di disabilità psichiche, come per esempio l’autismo, sia fisiche (deficit dell’udito, della vista e del movimento) ed anche dei disturbi dell’apprendimento quali ansia, iperattivismo, autismo.
Sono stati effettuati degli studi presso alcuni ospedali pediatrici italiani.
Più precisamente, nell’ambito degli interventi definiti Pet Therapy, si distinguono principalmente due tipi di attività con l’aiuto degli animali a supporto della salute:
le Attività Assistite con Animali (AAA) consistono in attività educative e/o ricreative svolte con la presenza attiva di animali e finalizzate a migliorare la qualità della vita dei destinatari.
Questo tipo di interventi prevedono degli obiettivi globali di miglioramento, lasciando più spazio alla spontaneità e all’improvvisazione rispetto alla durata delle attività programmate.
Le Terapie Assistite con Animali (TAA) sono invece attività terapeutiche vere e proprie volte a migliorare le condizioni di salute dei destinatari cui si rivolgono, attraverso lo sviluppo di programmi con specifici obiettivi che vanno raggiunti gradualmente, di seduta in seduta.
Quali sono gli animali utilizzati Il co-terapeuta per eccellenza è il cane (impiegato nell’80% dei casi, verso bambini, adulti o anziani) .
Il gatto è scelto, vista la sua indipendenza, per le persone sole e che si muovono con difficoltà. Il cavallo viene utilizzato con grandi risultati nell’ippoterapia e a beneficiarne sono soprattutto bambini affetti da autismo e sindrome di Down, disabili, persone con problemi motori e comportamentali (in questi casi si parla di ippoterapia)
Ottimo ‘dottore’ è anche il delfino, soprattutto nei pazienti depressi e con disordini della sfera emozionale e mentale o autistici.
Criceti e conigli sono indicati per i bambini che attraversano una fase difficile della loro crescita.
Ma è stato dimostrato anche che, molto semplicemente, osservare pesci in acquario agisce da antistress, riducendo la tachicardia e le tensioni muscolari.
A volte sono coinvolti anche uccelli, asini, capre, mucche. Il gruppo di lavoro nella pet-therapy Naturalmente tale terapia si pratica in strutture attrezzate, con personale proveniente da diverse discipline addestrato e competente.
Poiché la terapia si effettua su bambini affetti da varie patologie relative ad aspetti fisici e/o mentali, è fondamentale innanzitutto la presenza del medico e/o dello psicologo.
Qualora i pazienti presentino handicap fisici risulta fondamentale il supporto del medico riabilitatore.
A tal riguardo è stato dimostrato che l’interazione con un cane nell’esecuzione di esercizi riabilitativi, che talvolta possono essere dolorosi, determina comportamenti motori di qualità e quantità superiori e maggiore rilassamento nell’esecuzione.
Nel gruppo di lavoro trovano inoltre una precisa collocazione anche il veterinario, l’etologo, addestratori ed istruttori con una specifica preparazione.