bimbo che si arrampicaMuoversi fa bene fin da piccolissimi, ma quale attività scegliere e quando è davvero possibile cominciare?
Il consenso dei pediatri è unanime: il movimento fa bene e non deve mancare nella vita di ogni bambino.
Fare movimento ogni giorno, per almeno un’ora: è il consiglio degli esperti per i bambini della scuola primaria.
Non solo in palestra o in piscina, s’intende. Ma anche semplicemente giocando ai giardini. I risultati dell’indagine “Okkio alla Salute” relativi al 2008 parlano chiaro: tra i 6 e gli 11 anni solo un bambino su dieci fa attività fisica in modo adeguato. Una sana abitudine  da prendere fin da piccolissimi.

 

 

0/3 Aiutare l’apprendimento
Nei primissimi mesi di vita il movimento è uno strumento di conoscenza: il piccolo inizia a prendere coscienza di sé attraverso l’esplorazione fisica del proprio corpo e del mondo esterno. è fondamentale fare in modo che sia libero di agire. Sia a casa che fuori, sotto il controllo dei genitori.
Acquaticità I corsi in genere partono dai 3 mesi (dopo la prima vaccinazione, come a volte viene richiesto): la mamma o il papà entrano in acqua con il neonato e lo fanno galleggiare e giocare con la guida di un istruttore.
Il piccolo prende confidenza con l’acqua imitando  i genitori. L’assenza di gravità permette di sperimentare una gran quantità di movimenti senza il rischio di farsi male.
Dopo la fase di ambientamento e galleggiamento, se la mamma è d’accordo, l’istruttore può guidare il bambino in brevi apnee sott’acqua: fino a 9-10 mesi, infatti, è ancora attivo il diving reflex (riflesso di immersione) che impedisce l’aspirazione dell’acqua (è lo stesso presente già in utero e che permette il parto in acqua). I corsi di acquaticità non hanno controindicazioni, a patto che il bambino dimostri di apprezzare. La temperatura dell’acqua è di 31-33 gradi, e per evitare che si raffreddi basta asciugare bene il bambino (orecchie comprese).

Tra i 12 e i 36 mesi è sempre richiesta la presenza della mamma o del papà in vasca.
Una volta che il bimbo ha iniziato a camminare, in acqua potrà svolgere attività più autonome e galleggiare con il salvagente.
Baby ginnastica Alcune palestre offrono corsi di baby ginnastica a partire dai 4/6 mesi.
Sono ancora poche in Italia, ma propongono percorsi motori realizzati con speciali attrezzature: tappeti in materiale espanso di diverso spessore, cubi, cuscini, palle, palloni, cerchi, funicelle, piccoli ostacoli… Fino a 3 anni, è necessaria la presenza di un genitore. Soprattutto per i più piccoli che non frequentano il nido (dove l’arredamento è studiato per stimolare l’esplorazione), può essere un’occasione per “stare a terra” in libertà e senza pericoli.

Tra i 12 e i 36 mesi  La baby palestra è ancora più divertente. Il bambino può iniziare a correre, arrampicarsi, rotolare, strisciare e scivolare in libertà. In una sorta di parco gioco con istruttore.
3/5 anni  una volta alla settimana Questa è “l’età dell’oro” per la conoscenza corporea e per l’acquisizione degli schemi motori di base. Non sono però ancora indicati veri e propri sport. Qualsiasi attività si scelga, va affrontata in modo “propedeutico”, cioè in preparazione della disciplina sportiva vera e propria.
Secondo il rapporto “Sport e società” del Coni, il 22% dei bambini tra i 3 e i 5 anni viene iscritto a corsi troppo impegnativi rispetto all’età, quando sarebbe importante soltanto correre e saltare.

Come scegliere? Assecondando le preferenze del bimbo e puntando su ciò che davvero lo diverte.
Acquaticità  a quest’età mamma e papà restano fuori e in vasca ci entrano da soli. L’obiettivo del corso è insegnare ai bambini a essere indipendenti in acqua: a galla e in immersione, ruotando e cambiando posizione e direzione, saltando e scivolando nell’acqua. Non si insegnano i 4 stili, tutti gli esercizi restano orientati al gioco.
Baby ginnastica  Molti bambini non sanno ancora correre, saltare, fare capovolte. La loro vita è troppo sedentaria.

Via libera in palestra ai rotolamenti, le rullate sul dorso, lo strisciare imitando gli animali per sviluppare le capacità senso percettive: il gioco tra i 3 e i 5 anni inizia ad essere “guidato” dall’insegnante. Spesso si trovano corsi riservati a questa fascia d’età già orientati verso una particolare disciplina, ma è sempre un’attività “preparatoria” a quel che sarà il vero e proprio sport.

Danza
Le scuole di ballo offrono corsi di danza propedeutica, lezioni di educazione al suono, coordinazione dei movimenti, attività ludiche ed espressive.

Artistica e ritmica
Le Società di Ginnastica organizzano corsi che sviluppano qualità come la destrezza e l’agilità: nella ritmica si iniziano a fare esercizi di corpo libero con la musica e a usare attrezzi come la palla o il cerchio, mentre nell’artistica, più acrobatica rispetto alla ritmica, le parallele e la trave. Insomma, una prima “presa di contatto” per familiarizzare con questi attrezzi.

Judo, karate, aikido, taekwondo
Molti corsi vengono proposti già a partire dai 5 anni. Ma la pratica delle arti marziali richiede silenzio, coordinazione e concentrazione.
Tanto che le attività proposte in questa fascia d’età hanno poco a che vedere con le discipline orientali. Si tratta di primi rudimenti, da approfondire in seguito.

Sci
Intorno ai 4 anni si può cominciare a mettere il bambino sugli sci.
L’aspetto importante è la stabilità e i più piccoli sono avvantaggiati perché hanno il baricentro basso.
La lezione individuale è consigliata per le prime discese.
Ma una volta imparato lo spazzaneve, si potrà passare a quella collettiva: in gruppo si ha meno paura, si gioca di più e ci imita a vicenda. Dai 6 anni in su, due volte a settimana.
Si tratta ancora di un avviamento allo sport.
Ma la scelta si amplia ulteriormente.

Il preagonismo parte dagli 8 anni, mentre l’agonismo inizia in genere dopo i 12 anni.
Nuoto
Iniziano i veri e propri corsi di nuoto, nella vasca grande. Si comincia l’apprendimento dei 4 stili. Il salvagente non si usa più.

Calcio
Le scuole di calcio prendono i bambini dai 6 anni su perché è uno sport che implica una coordinazione “occhio-piede” che prima non è sviluppata e prevede una buona padronanza del proprio corpo.

Yoga
Non è uno sport, ma una pratica che porta a una maggiore consapevolezza del proprio corpo e del respiro. In genere non si inizia prima perché implica il mantenimento di posizioni statiche inadatte ai più piccoli. Si comincia con uno “ yoga giocato”, basato sulle posizioni ispirate a cose e animali.
Minisport  Dal minivolley al minibasket, quasi tutte le discipline sportive hanno oggi il loro formato “mini”.
Comprese regole e attrezzature a misura dei più piccoli dai 6 anni in su.