Il nuovo libro di Alessandro Rocco WLADISLESSIA

L’Associazione WLADISLESSIA è una ONLUS nata con l’obiettivo di creare un metodo per aiutare ragazzi e bambini con difficoltà di apprendimento e per liberarli da una situazione di frustrazione e insuccesso, affiancando al contempo le famiglie e le scuole in questo percorso. Il fondatore dell’Associazione è Alessandro Rocco, il quale si occupa da più di 15 anni, in aula e individualmente, di tutto ciò che sta attorno alle difficoltà di apprendimento: rapporti tra genitori e figli, conflitti scuola-famiglia, ansia da “compiti a casa” e da prestazione, metodo di studio. È protagonista dei videocorsi e dei webinar grazie ai quali...

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Balbuzie: c’è una via di risoluzione?

Da sempre motivo di scherno nei confronti di chi ne soffre. Nei bambini può sviluppare sfiducia in sé e paura di parlare non solo in pubblico ma anche in famiglia o con gli amici. Per quanto se ne parli poco, di balbuzie sono affetti circa 70 milioni di persone nel mondo con un rapporto uomo/donna di 4 a 1. Nel 75% dei casi il disturbo insorge tra i 2 e i 4 anni e solo in rari casi può manifestarsi in età adulta a seguito di eventi neurologici. Il bimbo che balbetta è ben conscio delle sue difficoltà di...

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Il Metodo Eucalculia®

Un valido aiuto per Bambini che presentano difficoltà negli apprendimenti logico-matematici La Pedagogia Clinica è una scienza educativa che rivolge la propria azione a bambini e persone di tutte le età, al fine di offrire loro un aiuto concreto ai propri stati di disagio. Nella fase iniziale del percorso pedagogico clinico, come sempre, è fondamentale definire un setting idoneo alla rilevazione dello stato di disagio e alla conduzione di una diagnosi volta ad esplorare in profondità le potenzialità e le disponibilità detenute dalla persona, ben oltre la semplice diagnosi delle difficoltà conclamate. Tuttavia, pur rimanendo lontani, in qualità di...

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Bambini e biliguismo

Due lingue per un cervello… Quando parliamo di bilinguismo, spesso, siamo portati a pensarlo come un impegno eccessivo, doppio, come vera e propria fatica per i bambini. La scarsa conoscenza ci induce a temere che si disorienti. Questi pregiudizi perchè partiamo dal presupposto errato che il cervello del bambino risulti eccessivamente stressato da due diverse lingue con relative differenze grammaticali, sintattiche, metafonologiche… idiomatiche. ”Ma se impara due lingue, faticherà a parlare?” ”Con quale lingua penserà?” ”Non farà confusione poi?”. Queste le domande che spesso i genitori si pongono dinanzi al tema bilinguismo. Quasi come a intendere il cervello come...

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Pronto… Dottore?

Mio figlio è intelligentissimo Spesso inizia così la telefonata di un genitore di un bambino con probelmi di linguaggio e comunicazione. Molte persone, al momento della prenotazione di un consulto, a tutte le altre notizie di più immediata utilità, antepongono un chiarimento o una frase auto rassicurante che, non solo non mi serve per capire sia pure in linea generale che tipo di visita devo prenotare, ma, al contrario, mi insospettisce ancora di più sulla vera natura del disturbo o comunque mi fa pensare che non sarà facile far comprendere subito le informazioni che necessiterà spiegare. Due esempi tipo:...

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La condivisione

È ufficiale, viviamo nell’era della condivisione! Condividere nel senso più ampio del termine. Ci siamo arrivati anche noi “Adulti”. Anzi, ci siamo tornati! già, perchè da bambini, lo abbiamo sempre fatto. Quante volte abbiamo invidiato la schiettezza, l’ingenuità e la velocità con cui, due bimbi, non importa di che sesso, razza o stato sociale, facciano “amicizia”. Meraviglioso! Questo mese, come sempre ci sono arrivate tantissime foto per i vib, disegni per la rubrica questo l’ho fatto io (un pò di pazienza, pubblicheremo tutti) e vi ringraziamo per le segnalazioni dei prodotti, cose curiose, eventi… Grazie! È così che avevamo...

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Pubblicità televisiva

Perchè ai bambini piace tanto? Il rapporto tra bambini e pubblicità rappresenta un dannoso problema, argomento di studio e dibattito tra gli esperti, motivo di frustrazione tra i genitori che, spesso si ritrovano a combattere un’impari lotta con gli spot nel tentativo di far capire al bambino che non tutto è oro quel che luccica… Per i bambini, almeno sino ai cinque, sei anni la pubblicità è un programma come un altro, che si pone senza soluzione di continuità nel fluire televisivo e nel quale ritrovano i personaggi del cartoon preferito che si rivolgono loro in prima persona, oppure...

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Ciucciotto, biberon… 2° parte

Consigli: Innanzitutto, fare in modo che la perdita del ciuccio non coincida con altri momenti cruciali della vita del bimbo (ad es.: quando inizia a frequentare l’asilo nido, quando deve togliere il pannolino). Aspettate che sia il bambino ad avere bisogno del ciuccio. Non dateglielo automaticamente, in questo modo non diventerà un’abitudine. È opportuno evitare la tecnica cruente (togliere il ciuccio all’improvviso, farlo sparire e far piangere il bambino) in quanto questo cambiamento deve avvenire nella massima tranquillità, senza imposizioni: quindi, usare prudenza e cautela perché i bambini non amano le forzature. Provare a spiegare il perché di questo...

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Il bambino aggressivo

Reagisce alle frustrazioni aggredendo o aggredisce senza motivo apparente. Vuole un giocattolo da un altro bambino e glielo strappa di mano, passa accanto ad un altro e lo spintona, all’asilo è la croce delle maestre che temono le sue ire improvvise, i graffi, morsi e calci che infligge agli altri bambini. Un bambino aggressivo, oltre a costituire un pericolo per sé e per gli altri, crea imbarazzo nei genitori che temono di essere giudicati cattivi educatori o, peggio ancora, violenti anch’essi. Ma perché un bambino aggredisce? Va sottolineato che l’aggressività è connaturata in ognuno di noi, il termine stesso,...

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Linguaggio. Necessità di conoscere la normalità

La conoscenza della normalità è presupposto indispensabile per comprendere la patologia. L’individuazione e la corretta interpretazione di uno stato patologico dovrebbe presupporre la conoscenza della normalità. La mancata cognizione dei limiti di una normalità di riferimento, è presupposto molto rischioso di un mancato riconoscimento in un bambino, di un ritardo o di una inadeguatezza di sviluppo linguistico. Sono ancora numerosi i casi di mancato o ritardato inizio di una terapia che avrebbe potuto cambiare la vita di molti bambini (dati i grandi vantaggi derivanti da un intervento abilitativo precoce), se ai loro genitori, giustamente allarmati dal ritardo evolutivo dei...

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La sindrome da deficit attentivo con iperattività (ADHD)

La sindrome da deficit dell’attenzione con iperattività, altresì nota come ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) rappresenta una patologia rilevabile soprattutto o inizialmente in età evolutiva, e caratterizzata essenzialmente dalla presenza di sintomi quali iperattività, scarse capacità di concentrazione, impulsività, difficoltà di coordinazione.Nel corso degli ultimi anni si sta assistendo ad un notevole incremento numerico di casi di ADHD, e non perché si sono affinate le capacità di osservazione e di formulazione diagnostica, ma per un effettivo aumento di bambini che sin dalla scuola materna manifestano diversi sintomi riferibili a tale sindrome, con un’intensità ed una durata sufficienti per poter...

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Pianeta autismo e musicoterapia 2a parte

Si procede poi, con la ricerca dell’ ISO e dell’Oggetto Intermediario due presupposti fondamentali del metodo Benenzon. L’ISO è l’identità sonora dell’ individuo che riassume il nostro vissuto sonoro intrauterino ed extrauterino e ci caratterizza differenziandoci l’uno dall’altro; l’Oggetto intermediario è uno strumento di comunicazione (che può essere un suono, una vibrazione, una vocalizzazione, uno strumento percussivo o melodico, un rumore etc..) in grado di agire terapeuticamente sul paziente in seno alla relazione senza dar vita a stati di intenso allarme. La ricerca di entrambi avviene mediante “l’Inquadramento sonoro non verbale” che consiste nel sottoporre il soggetto di fronte ad...

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La disfonia infantile

” È uno scalmanato, corre, gioca e urla tutto il giorno e a sera è senza voce”: ecco il ritratto tipico che fanno i genitori dei bambini disfonici quando giungono all’osservazione del foniatra o del logopedista. In effetti negli ultimi anni questa patologia è sempre più frequente anche in bambini in età prescolare; scaturisce soprattutto dall’eccessivo sforzo vocale, laddove respirazione e accordo pnemo-fonico risultano alterati. Spesso trascurata o sottovalutata dai genitori è una patologia funzionale che può avere come esito la formazione di noduli delle corde vocali e, non trattata, costituisce il presupposto delle alterazioni funzionali croniche dell’adulto. È...

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Per curare i bambini autistici leoni marini e foche

Ad annunciarlo l’IDI e Zoomarine, per l’inizio di un percorso di Terapia Assistita dagli Animali (TAA), presso la “Baia dei Pinnipedi”, area zoologiche del parco. È il primo esperimento in Europa, rivolto a bambini tra otto e quattordici anni affetti da Autismo. Guidato dal Prof. Davide Moscato, Professore di Neuropsichiatria infantile dell’Universita’ di Roma, Responsabile del Centro Cefalee Ospedale San Carlo-IDI. “La pet therapy – spiega Moscato – e’ una terapia dolce che da vari anni utilizza gli animali per curare i ragazzi con patologie psichiatriche, organicistiche e gravi patologie. Il bambino autistico, e’ un bambino che non acquisisce...

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Il pisolino aiuta ad imparare

Il pisolino aiuta i neonati ad apprendere meglio, secondo uno studio dei ricercatori dell’universita’ dell’Arizona che hanno dimostrato che i bambini che dormono durante il giorno apprendono molto piu’ velocemente. É stato dimostrato alla presentazione del  meeting dell’American Association for the advancement of Science di San Diego. I ricercatori hanno messo alla prova ben quarantotto bambini di quindici mesi, facendogli ascoltare ripetutamente un liguaggio artificiale, simile come forma a quello inglese. Dopo aver ascoltato il finto linguaggio, ad alcuni bambini e’ stato fatto fare un pisolino, ad altri no e, subito dopo sono stati fatti dei test per verificarne  l’apprendimento....

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Come riconoscere precocemente un disturbo del linguaggio

 ll ritardo o disturbo specifico del linguaggio (DSL) rappresenta una condizione frequente in età prescolare ed è generalmente considerato un disturbo transitorio dello sviluppo a prognosi favorevole. Pur considerando l’enorme variabilità nello sviluppo adeguato del linguaggio, alcuni segnali di rischio sono evidenziabili molto precocemente: – Assenza della lallazione (dai 5-7 mesi ai 9-10 mesi) 6-7 mesi vocalizzazioni di tipo consonante + vocale: pa, da, ba; 9-10 mesi le combinazioni diventano più elaborate. – Assenza di utilizzazione dei gesti deittici e referenziali (12-14 mesi) – Gesti deittici alla fine del 1° anno di vita – Mostrare: il bambino tende l’oggetto...

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Le caratteristiche del dislessico

“Perché questo bambino non riesce a leggere? Perché scrive così male? Perché sembra così confuso?” La definizione della dislessia evidenzia innanzi tutto il fatto che fra i molti bambini che trovano difficoltà nell’apprendere a leggere e a scrivere, solo una piccola percentuale è dislessica. Alcuni bambini, come i sordi o i portatori di handicap psichico, presentano problemi di lettura uniti ad altri tipi di difficoltà di apprendimento. Altri bambini, invece, arrivano alla scuola elementare con lacune nell’area percettiva da attribuire al non uso o al cattivo uso delle abilità di base: poco movimento, impacci psicomotori, scarsa attitudine al ritmo,...

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