a cura del Professor Lucio Buratto,  fondatore e direttore del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Cosa si intende per affaticamento visivo digitale e come sfocia nella miopia?

Si stima che la miopia colpisca circa il 50% della popolazione mondiale. Recenti studi epidemiologici hanno evidenziato ancora meglio le cause della miopia e i fattori di rischio che portano alla progressione di questa malattia.  Numerosi studi internazionali indicano che l’aumento delle attività da vicino (computer – tablet – smartphone – videogiochi) e la mancanza o la forte riduzione di attività all’aria aperta portano alla miopia. Questo recente studio ha esaminato l’associazione tra le attività visive da vicino e l’incidenza della miopia tra i bambini di Taiwan. I Ricercatori hanno valutato 1.958 bambini di Taiwan dai 7 ai 12 anni. La variabile era la miopia.
Le variabili di esposizione erano le attività visive da vicino, che sono state suddivise in:
– lettura;
– uso di computer;
– internet;
– giochi e frequenza di ore di ripetizione scolastica (cioè lezioni al di fuori del normale orario scolastico).

Il 26,8% dei bambini visitati all’inizio dell’anno scolastico (scuola elementare) aveva già una miopia. Quasi il 28% di quelli senza miopia all’inizio dell’anno scolastico ha sviluppato un vizio refrattivo nei 3 anni successivi (tra il 2010 e il 2013).
Ogni giorno, gli scolari hanno trascorso in media:
– 0,68 ore sui computer;
– 0,63 ore di lettura;
– 2,78 ore di ripetizione scolastica.
I bambini che frequentavano il doposcuola per 2 o più ore al giorno hanno mostrato un rischio più elevato incidenza di miopia, ma la frequenza scolastica del doposcuola non può essere considerata il solo fattore di rischio.

La riduzione o l’assenza di ore trascorse giocando all’aria aperta è la causa principale della miopia. I problemi di miopizzazione del bambini sono legati non solo al continuo da lavoro e studio da vicino, ma anche ai problemi di illuminazione (luce Blu) e di riduzione della sensibilità al contrasto. Noi genitori dobbiamo quindi impegnarci a trascorrere molto più tempo all’aperto con i nostri figli.

I DATI SULLA MIOPIA DAL 2000 AL 2050

In un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Ophthalmology scopriamo che gli Europei, soprattutto quelli dell’0vest e del Nord, stanno diventando sempre più miopi e più studiano, più aumenta il loro grado di istruzione, più si applicano su PC e tablet, più vivono in luoghi chiusi e più la loro miopia galoppa.
Il lavoro di Katie M.Williams coadiuvata da ben altri 32 ricercatori medici oculisti dell’European Eye Epidemiology Consortium dimostra che dopo aver analizzato tantissimi dati a partire dal 1910, la miopia aumenta sempre più. Tutti i dati raccolti ci mostrano che a partire dagli inizi del secolo scorso ad oggi la miopia va sempre aumentando, soprattutto nei giovani. L’analisi dei ricercatori inoltre sottolinea che l’impatto economico della miopia sarà sempre più rilevante. Aumentando il numero di miopi e quindi anche il numero di persone con miopia elevata aumenteranno anche tutte quelle patologie (distacco di retina, glaucoma, distacco di vitreo, rotture retiniche o degenerazioni, ecc.) che sono le tipiche complicanze di una miopia.
Per fortuna noi Italiani sembra siamo esclusi da questo andamento, o comunque la progressione della miopia sembra più fisiologica.
A mio parere non di certo perchè studiamo meno, ma perché:
1) abbiamo un Paese meraviglioso ed un clima migliore;
2) abbiamo delle super Mamme che seguono i loro figlioli e rimproverano i ragazzi quando abusano dei videogames e computer;
3) la dieta mediterranea è ricca di quei pigmenti cosi utili alla vista.

I dati di questo lavoro sono accessibili a tutti: OPHTHALMOLOGY 2015;122:1489-1497 – American Academy of Ophthalmology
Altro materiale si puà trovare su: ww.aaojournal.org

COMPUTER VISION SYNDROME E CONSIGLI PER CHI PASSA MOLTE ORE DAVANTI ALLO SCHERMO

La computer vision syndrome raggruppa una serie di disturbi collegati all’uso prolungato di personal computer, tablet, smarthphone.
Maggiore è l’uso che facciamo dei nostri dispositivi digitali, più grande sarà il fastidio oculare ed il danno subito da tutto il nostro organismo, ma soprattutto dai nostri occhi. Un impiegato, un giornalista, uno scrittore passano 7-8 ore al giorno davanti allo schermo di un PC.
In genere noi medici oculisti consigliamo di fare pause ogni 20 -30 minuti di lavoro al Computer, ma non sempre riusciamo a farle. ll nostro computer, questa “magica” finestra sul mondo e sui “social network” ci rapisce, strega, ammalia. Certo sarebbe molto utile fare delle pause: guardare il panorama dalla finestra, alzarsi per fare due passi, sgranchirsi un po’, ma anche massaggiare gli occhi e bere un po’ d’acqua, approfittando semmai di una minima pausa caffè.

La computer vision syndrome è caratterizzata da:

– affaticamento oculare (occhi rossi, occhi stanchi, occhiaie);
– astenopia accomodativa, cioè fatica a mettere a fuoco (cefalea, emicrania);
– appannamento visivo con visione a tratti velata, occhio secco o meglio Sindrome dell’alterazione del film lacrimale;
– dolore al collo;
– fastidio alle spalle;
– disturbi alla colonna vertebrale;
– crampi alle mani ed alle dita, ma anche ai gomiti o alle braccia.

Tutti questi sintomi sono in genere causati da:

– lavoro prolungato e senza pause;
– scarsa illuminazione o illuminazione monocromatica;
– abbagliamento da luce blu prodotta dagli schermi digitali;
– errate posizione del computer e del suo schermo;
– schermo del computer sistemato a una distanza imprecisa ed imperfetta (troppo lontano, troppo alto, troppo vicino);
– posizioni anomale quando sediamo di fronte al PC con atteggiamenti posturali sbagliati;
– vizi di rifrazione anche lievi ma mai corretti da occhiali (miopia – ipermetropia – astigmatismo – presbiopia);
– la combinazione di tutte queste diverse cause.

La mole di disturbi oculari da cui siamo afflitti, durante questa sindrome, spesso varia dipendendo dal livello delle capacità visive di ciascun individuo e soprattutto da quanto tempo trascorriamo “osservando” uno schermo digitale: personal computer, tablet, smarthphone, e-reader. Un vizio refrattivo (ipermetropia, miopia, astigmatismo, presbiopia) non corretto o inadeguatamente corretto, contribuisce allo sviluppo di sintomi e gravi disturbi visivi, quando utilizziamo un computer o un dispositivo con uno schermo digitale.
Molti dei sintomi visivi riferiti e personalmente “testati” dagli utilizzatori di personal computer sono, per fortuna, solo transitori e si riducono dopo l’interruzione della giornata lavorativa al computer o alla fine dell’utilizzo del nostro dispositivo digitale preferito.
Tuttavia, alcune persone riferiscono di continuare ad avere ridotte capacità visive, come visione offuscata, disturbi della visione, difficoltà di accomodare alle diverse distanze, aloni e scotomi luminosi anche dopo che sia trascorso molto dal rientro a casa e aver concluso da ore la giornata lavorativa davanti a un computer.

La prevenzione dei problemi della Computer Vision Syndrome, dei disturbi visivi e dei danni ai nostri occhi legati all’abuso che facciamo di dispositivi digitali è quella di prendere immediate e adeguate misure di sicurezza:

– controllare, ad esempio, l’illuminazione e l’intensità della luce dello schermo del nostro dispositivo digitale, stabilire posizione e distanze di lavoro adeguati dal PC;
– controllare la nostra postura davanti allo schermo del PC;
– assicurarsi di non avere problemi di vista: anche leggeri vizi rifrattivi non corretti alla lunga possono dare grandi problemi;
– usare degli occhiali con filtro contro la luce blu (Bluecontroll Hoya ad esempio);
– usare dei colliri protettivi contro la luce blu emessa dai dispositivi digitali (in Italia ad esempio Lumixa collirio);
– controllare l’umidità dell’aria vicino alla nostra postazione di lavoro, evitando che l sia troppo secca o troppo ventilata;
– evitare di avere gli occhi secchi aiutandosi con adeguate lacrime artificiali o gel.

COMPUTER VISION SYNDROME: QUALI SONO LE CAUSE?

Stare ore e ore davanti al monitor di un computer o a uno schermo digitale porta sempre i nostri occhi a lavorare molto di più.
Le elevate esigenze visive del nostro computer (non possiamo mai perdere un particolare, un solo numero, una cifra, un simbolo: stiamo sempre con gli occhi spalancati e non ammicchiamo mai) e la visualizzazione dello schermo del nostro dispositivo digitale fanno sì che molte persone siano suscettibili e presentino sintomi correlati all’abuso della visione di computer e altri dispositivi digitali.
Vedere lo schermo di un computer o il monitor del nostro dispositivo digitale è  molto differente che leggere un foglio di carta stampata. Spesso infatti le lettere o i numeri sul monitor del computer o sullo schermo del nostro dispositivo digitale portatile, non sono mai così precise o nettamente definite. C’è sempre in realtà un flutter, uno sfarfallio di fondo. Inoltre, il livello di contrasto delle lettere o dei numeri sul fondo è molto ridotto. Infine vi è costantemente la presenza di riflessi causati dalla luce ambientale che si riflette sullo schermo del computer e che rendere molto difficile la “buona” visione.
La distanza dallo schermo del PC e gli angoli dei “assi” visivi, che abitualmente utilizziamo, per questo tipo di lavoro “digitale”, sono davvero molto differenti da quelli che noi invece usiamo per la comune attività di lettura e scrittura. Quando vogliamo vedere bene o lavorare a lungo di fronte a uno schermo digitale, in realtà chiediamo sempre sforzi aggiuntivi ai nostri occhi. Esigiamo sempre maggiori performance visive, pretendiamo una continua opera di “messa a fuoco” e rapidissimi movimenti oculari tali da “stressare” ed usurare tutto il sistema (occhio – lacrimazione – cervello – accomodazione – retina – bastoncelli – muscoli).
Se noi avessimo anche solo un lieve vizio di rifrazione, questa condizione influirà sul nostro comfort visivo e sul nostro rendimento lavorativo, davanti allo schermo di un computer o di fronte a tutti gli altri dispositivi di digitali. Se non correggiamo adeguatamente il nostro vizio di rifrazione, sottovalutando il problema, determiniamo, di fatto, un grave affaticamento “informatico” dei nostri occhi.
Anche chi giornalmente usa un buon paio di occhiali o delle valide lenti a contatto (che io personalmente sconsiglio sempre a chi lavora davanti al PC)  potrebbe trovarsi con una lente con una focalità non adatta per le specifiche distanze di lavoro dello schermo del computer o degli altri dispositivi digitali. Altre volte, invece, abbiamo delle buone lenti, ma prive dei filtri di protezione contro la luce blu, così utili a proteggere i nostri occhi e salvare la nostra vista.
Alcune persone hanno la cattiva abitudine di inclinare la testa sul collo, oppure si mettono in posizioni talmente strane, con angoli visivi molto particolari, solo perché i loro occhiali non sono stati progettati per guardare lo schermo di un computer. Spesso vediamo i nostri amici o i nostri figli, che si piegano verso lo schermo di un computer, solo per essere nelle condizioni di vedere in maniera più chiara o più nitida (per partecipare di più all’azione quando parliamo di “videogiochi”). Queste posizioni e posture possono provocare spasmi muscolari, dolori al collo, alle spalle ed alla schiena. Nella maggior parte dei casi, i sintomi di una Computer Vision Syndrome si verificano perché le esigenze visive delle nostre incombenze lavorative superano di gran lunga le nostre capacità visive individuali.

Computer Vision Syndrome: dignosi

La Computer Vision Syndrome può essere diagnosticata attraverso una visita medica specialistica oculistica con un esame davvero completo ed approfondito dei nostri occhi. Si procederà con un’accurata anamnesi del paziente con compilazione di un questionario dedicato, per definire bene tutti i sintomi che il paziente riferisce e la presenza di eventuali problemi di salute generale (farmaci in uso, fattori ambientali, fattori sociali, microclima del luogo di lavoro e a casa, ore di esposizione agli schermi digitale – luce blu).

Tutto ciò che può essere considerato utile a chiarire tutti i sintomi collegati all’utilizzo del computer:

– acuità visiva da lontano, da vicino, da media distanza;
– corretto ed approfondito esame della rifrazione per determinare esattamente il potere della lente appropriata e necessaria per compensare gli eventuali vizi di rifrazione presenti (miopia, ipermetropia, astigmatismo presbiopia);
– valutazione della stereopsi;
– studio della motilità oculare estrinseca;
– valutazione ortottica;
– esame biomicroscopico alla lampada a fessura digitale;
– test sul film lacrimale.

Dopo aver eseguito questa visita medica specialistica oculistica molto approfondita e dopo aver analizzato tutte le informazioni ottenute da tutti i nostri test, possiamo concludere la valutazione clinica con una lunga chiacchierata, in cui saranno valutati abitudini e comportamenti lavorativi e sociali.
Il vostro medico specialista oculista di fiducia potrà sempre diagnosticare la Computer Vision Syndrome e vi potrà consigliare tutte le opzioni di trattamento possibile:

– occhiali con lenti trattate con filtro Blu o antiriflesso;
– lacrime e gel artificiali per evitare occhio secco;
– collirio protettivo contro la luce Blu;
– integratori alimentari e dietetici;
– vitamine e probiotici;
– consigli nutrizionali e comportamentali.

Molto spesso pazienti che non richiedono l’uso di occhiali da vista possono beneficiare di occhiali con lenti prescritte specificamente per l’uso del computer (ad esempio le lenti Sync di HOYA). Inoltre, persone già in possesso di un buon occhiale da vista possono trovare beneficio trovando una nuova prescrizione lenti al fine di garantire una visione ottimale per lo schermo di un computer: in questo caso è sempre consigliabile far applicare sulle lenti dal nostro Ottico di fiducia un filtro contro la luce blu.

Infine alcuni semplici accorgimenti sono davvero i importanti per prevenire o ridurre i sintomi della computer vision syndrome:

– controllare sempre le condizioni di illuminazione ambientale;
– il comfort della nostra sedia e della scrivania da lavoro o studio;
– la posizione del computer, della stampante, dei piani di lavoro e scrittura;
– la posizione della tastiera, del mouse e la loro ergonomia;
– i materiali sempre biocompatibili e con ridotta emissione di raggi infrarossi e radiazioni elettromagnetiche;
– per evitare occhio secco e proteggerci dal ridotto ammiccamento da uso del computer posizionare bene il monitor del computer, che deve sempre essere più in basso del nostro sguardo: infatti lo schermo del nostro computer dovrebbe essere posizionato da 15 a 20 gradi sotto il livello dei nostri occhi (circa 10 o 15 centimetri più in basso), dal centro dello schermo ai nostri occhi è bene che ci sia una distanza di e da 40 a 50 centimetri;
– organizzare delle pause di lavoro programmate aiutandosi anche con un timer;
– istillare lacrime artificiali e collirio contro la luce blu.

Inoltre eseguire visite mediche specialistiche oculistiche a intervallo di tempo molto regolari e una educazione a nuove abitudini comportamentali, dietetiche, sociali e posturali sicuramente ci può aiutare a prevenire o ridurre lo sviluppo dei sintomi di una Computer Vision Syndrome.

Lenti Sync di Hoya per una visione ottimale multi-screen