Riguardo l’allattamento, le domande che molte mamme si pongono riguardano la frequenza con cui allattare e l’alimentazione della mamma.allattamento materno
È opportuno che gli orari dei pasti non siano rigidi; è consigliabile attaccare il bambino al seno tutte le volte che lo richiede (allattamento a richiesta).
È meglio non farlo attendere eccessivamente, per evitare che sia troppo affamato e si attacchi in modo frenetico.

Alcuni consigli da seguire sono infatti:
attaccare il bambino al seno ogni volta che sembra avere fame, cioè quando gira la testa come se cercasse il capezzolo; non è necessario aspettare che il piccolo pianga.
E’ possibile, soprattutto all’inizio che il bambino voglia attaccarsi al seno molto spesso. La mamma non si deve preoccupare e deve assecondarlo. Poiché lo stimolo più importante per la produzione di latte è proprio la suzione , quanto più spesso il bambino si attacca al seno, tanto maggiore è la quantità di latte prodotto.

Come capire se il latte è sufficiente?
I principali segni di un’assunzione adeguata di latte da parte di un neonato sono una buona crescita ponderale e una produzione di urina adeguata. Il peso del piccolo, dopo il calo fisiologico, dovrebbe tornare a quello iniziale in due settimane circa. Successivamente, nei primi tre mesi, il bambino allattato al seno dovrebbe aumentare di almeno 125-150 grammi la settimana.
È importante quindi controllare periodicamente la crescita, per esempio una volta la settimana, pesando il piccolo nudo, prima del pasto, sempre alla stessa ora.
È preferibile evitare la doppia pesata (prima e dopo la poppata) che non permette di capire quanto latte abbia effettivamente introdotto il bambino ed è una possibile fonte di ansia e preoccupazione per la madre. Un bambino ha una produzione adeguata di pipì se bagna sei o più pannolini nelle 24 ore, con urina chiara.
Nella grande maggioranza dei casi, una scarsa produzione di latte può dipendere da una posizione scorretta del bambino quando viene attaccato al seno, o da poppate di durata limitata o poco frequenti. Se si correggono questi errori la difficoltà viene superata.
La vera ipogalattia materna (caratterizzata da una produzione di latte insufficiente) è infatti un evento estremamente raro (si riscontra in meno di due donne su cento). Le aggiunte di latte artificiale, se non necessarie, sono sempre sconsigliate perchè portano a una minore produzione di latte (se si riduce la suzione, diminuisce ulteriormente la quantità di latte materno).

Come alimentarsi quando si allatta?
La dieta della donna che allatta deve essere quella abituale, senza alcuna restrizione.
Alcuni alimenti introdotti dalla madre possono infastidire il lattante, ma non è possibile sapere a priori quali saranno.
È quindi importante che la madre mangi di tutto, eliminando solo in un secondo tempo gli alimenti che sembrano dare fastidio al bambino.
Si consiglia di non assumere superalcolici e di non fumare.
Non è dimostrato che esistano cibi capaci di aumentare la produzione di latte. Solo lo svuotamento del seno attraverso una suzione efficace, e la possibilità di attaccare il piccolo ogni volta che mostra di aver fame garantiscono una buona produzione di latte.

Alcuni consigli:
– caffè: non più di due tazzine al giorno, preferibilmente decaffeinato;
– thè: preferibilmente deteinato;
– vino: non più di due bicchieri al giorno, ai pasti;
– birra: non più di una lattina al giorno, ai pasti;
– latte: a piacere

 

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