allattamento maternoLa maggior parte dei farmaci passa nel latte materno in quantità molto ridotta e pochi hanno conseguenze per il neonato.
Nella maggioranza dei casi è possibile trovare un’alternativa che non comporti rischi per il bambino e che permetta di continuare l’allattamento.
La donna che allatta dovrebbe, comunque assumere solo farmaci indispensabili, prescritti dal medico, evitando l’autoprescrizione e l’abuso di medicinali non necessari.
In ogni caso è bene sorvegliare lo stato di salute del lattante e riferire tempestivamente al pediatra la comparsa di eventuali disturbi.
L’effetto dei farmaci può essere ridotto al minimo somministrando la medicina prima del sonno più lungo del neonato o immediatamente dopo la poppata.

Come si conserva il latte materno?
Talvolta l’allattamento al seno va sospeso per un ingorgo mammario o perchè la madre ha ripreso il lavoro.
In questi casi, se si intende proseguire la somministrazione del latte materno si può ricorrere alla spremitura manuale o utilizzare il tiralatte (preferibilmente un modello elettrico portatile).

Alcuni consigli da seguire:
– mettere il latte in un contenitore pulito che possa essere coperto;
– il contenitore deve essere lavato con acqua molto calda e sapone che in qualche minuto svolgerà la sua azione antisettica; va poi risciacquato con acqua corrente molto calda.
È meglio utilizzare contenitori di plastica, perché alcuni componenti del latte possono rimanere attaccati alle pareti dei contenitori del vetro;
– si può spremere il latte direttamente nel contenitore;
– riempire ciascun contenitore solo con la quantità di latte corrispondente a una poppata;
– conservare il latte a temperatura ambiente per non più di otto – dieci ore; in frigorifero per non più di 72 ore; nel freezer del frigorifero per non più di tre mesi; nel congelatore a -18° per non più di un anno;
– scongelare il latte nel frigorifero o in acqua fredda, non a temperatura ambiente;
– scaldare il latte mettendo il contenitore a bagnomaria in una ciotola di acqua calda. Intiepidire soltanto la quantità di latte che sarà usata durante il pasto (una volta riscaldato il latte non si può conservare).

Quando consultare il pediatra?
È opportuno consultare al più presto il pediatra se:
– la mamma è in difficoltà, timorosa di non riuscire ad allattare;
– il bambino cresce poco o non urina a sufficienza;
– il seno fa male, oppure si presenta caldo e arrossato;
– la mamma è malata e deve curarsi con farmaci.

Allattarlo naturalmente anche in pubblico
Stanno aumentando le iniziative per favorire le mamme che allattano e che si trovano in giro quando il neonato ha bisogno di essere nutrito. In diversi negozi, ad esempio, vengono adibiti appositi spazi nei quali poter nutrire il proprio bambino, in modo che le mamme si possano sentire a proprio agio in questo gesto cosí naturale.
Agendo con discrezione, ogni luogo potrebbe essere adatto a farlo e verrebbe cosí anche incentivato l’allattamento al seno, salutare come sappiamo per il neonato. Inoltre questo momento potrebbe essere utile per favorire la socializzazione della mamma durante passeggiate, viaggi, o momenti di shopping.

 

allattamento materno 1a parte

allattamento materno 2a parte: le posizioni