Gli esperti la chiamano “amnesia dissociativa”: un momentaneo vuoto di memoria che può farci completamente dimenticare parte della nostra giornata o convincere di aver svolto una determinata azione, quando in realtà non lo abbiamo fatto.

Si pensa che questa sia la causa principale della tragedia dei “bambini abbandonati” in auto che si stima abbia mietuto circa 600 vittime negli ultimi 20 anni in tutto il mondo. Quando le cronache dei tg ci raccontano di questi episodi la cosa che ci chiediamo immediatamente è: “Come è possibile dimenticarsi per ore del proprio bambino? Come si fa a lasciarlo semplicemente in macchina come un qualsiasi oggetto?”
Secondo gli psicologi però la situazione è molto più delicata e complessa. In realtà infatti chi dimentica il bambino in auto è convinto di averlo lasciato come tutte le mattine in asilo o magari dai nonni. Trascorre quindi la sua giornata tranquillamente, convinto che il figlio sia al sicuro fino al momento della tragica scoperta.
Ma cosa provoca le amnesie dissociative? Di solito la causa è da ricercarsi in eventi traumatici di una certa gravità, ma lo stress a cui le famiglie sono sottoposte quotidianamente nell’epoca in cui viviamo potrebbe innescare dei meccanismi che portano allo scatenarsi di questi veri e propri blackout del cervello. Le nostre vite si svolgono sempre più di corsa e nel tentativo di incastrare gli impegni di lavoro e famiglia, spesso rimane sempre meno tempo da dedicare a noi stessi. E questo forte stress può mettere a dura a prova il nostro benessere psicofisico.

Gli esperti consigliano di attivare dei comportamenti per cercare di aiutare la nostra memoria.

Potrebbe essere utile ad esempio posizionare il seggiolino in modo che sia visibile dallo specchietto retrovisore o magari lasciare la borsa o il pc, nel caso in cui lo si porti in ufficio, vicino al seggiolino, in modo da ricordarsi di guardare i sedili passeggeri. Un’altra possibilità potrebbe essere stabilire la regola, insieme al coniuge o ai nonni, di chiamarsi a vicenda per assicurarsi che i bambini siano stati portati a scuola o lasciati a chi se ne occupa durante l’assenza dei genitori.
Esistono infine i dispositivi antiabbandono per auto, in commercio ormai da alcuni anni, che hanno sicuramente un vantaggio rispetto a questi espedienti: sono indipendenti dalle nostre azioni, non presuppongono che dobbiamo ricordarci di mettere in atto un determinato comportamento, se non di installarlo. A quel punto il dispositivo è del tutto automatico e non necessita di alcun intervento esterno per attivarsi.
Ci sono dei sintomi che possono metterci in allerta: dalla stanchezza, ai disturbi del sonno, ai piccoli vuoti di memoria quotidiani, alla tendenza di compiere le azioni in automatico. La verità è però che nessuno può prevedere se e quando l’amnesia si verificherà, per questo cercare di allentare lo stress di tutti i giorni, insieme all’utilizzo di dispositivi di prevenzione è l’unico modo di scongiurare il verificarsi di nuovi casi.

 

Remmy: Dispositivo anti-abbandono

Ma davvero serve una legge per proteggere i nostri bimbi?