musicoterapiaSi procede poi, con la ricerca dell’ ISO e dell’Oggetto Intermediario due presupposti fondamentali del metodo Benenzon.

L’ISO è l’identità sonora dell’ individuo che riassume il nostro vissuto sonoro intrauterino ed extrauterino e ci caratterizza differenziandoci l’uno dall’altro; l’Oggetto intermediario è uno strumento di comunicazione (che può essere un suono, una vibrazione, una vocalizzazione, uno strumento percussivo o melodico, un rumore etc..) in grado di agire terapeuticamente sul paziente in seno alla relazione senza dar vita a stati di intenso allarme.

La ricerca di entrambi avviene mediante “l’Inquadramento sonoro non verbale” che consiste nel sottoporre il soggetto di fronte ad una serie di strumenti percussivi e melodici al fine di favorire la sua espressione sonora, mimica, gestuale, nonché di registrare tutte le sue azioni/reazioni.

L’abilità del musicoterapeuta consiste nell’individuare la corretta identità sonora mediante quell’oggetto intermediario che diviene gradualmente il tramite dell’identità sonora stessa, elemento di confronto, integrazione e collaborazione tra paziente e terapista.

L’oggetto intermediario diviene strumento di relazione in grado di creare canali di comunicazione extrapsichici (coscienti -inconsci) ed intrapsichici e di fluidificare quelli stereotipati.

Si arriva, in questo modo, ad un livello di lavoro detto “regressivo” in cui il paziente è sottoposto a tutte quelle sonorità che riproducono l’ambiente sonoro intrauterino (suoni del battito cardiaco, suoni di inspirazione ed espirazione, rumori intestinali, movimenti intestinali.. etc) in rapporto con lo stato regressivo raggiunto, per produrre la rottura di “nodi difensivi” ed aprire canali di comunicazione.

La seconda fase, propriamente “terapeutica” è costituita da sedute in cui il paziente ed il musicoterapeuta operano attivamente, passando gradualmente dalla “relazione sonora” al “dialogo sonoro”. Quest’ultimo permetterà di raggiungere un livello di lavoro detto di “comunicazione” in cui il musicoterapeuta sfrutta quei canali di comunicazione precedentemente aperti rafforzandoli e rielaborandoli per instaurarne dei nuovi mediante un’interazione costante col soggetto.

Attraverso la stesura di determinati protocolli si procederà, successivamente, alla “valutazione e verifica” per identificare cambiamenti del paziente riguardo le diverse aree di intervento.

L’obiettivo finale sussiste nell’approdare ad un livello di lavoro definito di “integrazione” attraverso il quale le modalità comunicative acquisite, si dilateranno sia al gruppo familiare che all’ambiente circostante, compreso quello scolastico.