babywearingSignifica letteralmente ‘indossare il proprio bambino’, attaccato comodamente al corpo del genitore da un morbido portabebè, un modo sano per rimanere in stretto contatto con il proprio piccolo e ricreare l’ambiente caldo e protettivo nel quale ha vissuto per i nove mesi precedenti al parto. Infatti, è scientificamente provato che il contatto tra bambino e genitore non solo non è responsabile di vizi e capricci ma aiuta ad aumentarne il senso di autonomia e la voglia di indipendenza, grazie alla diversa prospettiva e alla maggiore libertà e sicurezza dalla quale il bambino vede e vive il mondo che lo circonda. Finalmente anche in Italia sempre più specialisti dell’infanzia stanno divulgando benefici e virtù di questo metodo, come testimonia la Dott.sa Stucchi, neonatologa del S. Giuseppe di Milano: “Un tempo si credeva che i neonati, in quanto privi di esperienza fossero semplicemente governati da bisogni primari come l’essere nutriti o il dormire.

Oggi si sa che le emozioni sono innate, programmate. L’utero materno è un ambiente protetto, caldo e rassicurante ed è il primo ambiente nel quale il feto prende coscienza e comincia a sperimentare l’uso dei sensi. Sono innumerevoli i meccanismi che permettono tutto ciò, ma di fondamentale importanza è il bisogno di CONTENIMENTO e sicurezza. I primi mesi di vita rappresentano il primo contatto diretto, fisico ed emotivo, con l’esterno.

Tutti i sensi vengono fortemente sollecitati ed in particolare il senso del tatto. Quando viene al mondo l’unica cosa che percepisce è il benessere o la mancanza di benessere e bisogna ricordare che all’interno dell’utero è abituato a vedere esauditi tutti i suoi desideri.” Per il bambino essere ‘portato’ significa ricevere più stimoli dal mondo esterno sentendosi protetto e rassicurato dal contatto con il genitore. Ma significa anche seguire il movimento del corpo della mamma, come avveniva all’interno dell’utero, e sincronizzare con lei respirazione, temperatura e battito cardiaco.

Per il genitore, con un buon portabebè è come avere 4 braccia, quindi è possibile fare comodamente banali operazioni che sono difficoltose o impossibili con carrozzine e passeggini: usare i mezzi pubblici, tenere addosso il bambino mentre si fanno i lavori di casa, accudire i fratelli maggiori, fare lunghe passeggiate e, perché no, anche lo shopping e soprattutto allattare ovunque, discretamente. E poi i passeggini sono proprio a livello dei tubi di scappamento, mentre in braccio i piccoli sono ben al di sopra di smog ed esalazioni tossiche. Molte mamme hanno rilasciato le loro testimonianze a favore del babywearing, come quella di Dorotea Rigamonti, ricercatrice e neomamma della piccolissima Aurora: “Portare il bambino è fantastico! La bambina è felicissima nel portabebè e se piange è un rimedio infallibile. Fin dai primi giorni di vita è stata protetta e al calduccio, anche sui mezzi pubblici. Indossare il bambino infonde sicurezza ad entrambi, con il pregio per la mamma di essere libera di agire in qualsiasi situazione. Ho persino allattato durante una riunione di lavoro! Tutti i genitori lo dovrebbero provare” Carmen Martone, ingegnere, mamma del piccolo Antonio, ha conosciuto il babywearing durante la gravidanza. Cercavo dei passeggini che potessero soddisfare le mie esigenze in termini di praticità, leggerezza, etc… e digitando su un motore di ricerca ‘portare i bambini’ mi sono ritrovata casualmente nel mondo del babywearing. Quando ho finalmente stretto a me il mio piccolo, nell’abbraccio della fascia, ho capito che vi è qualcosa di profondo nel portare il proprio cucciolo, la serenità dipinta sul volto di Antonio mi ha convinto che stavo facendo la cosa migliore per lui.” Un numero sempre maggiore di genitori si sta avvicinando al babywearing grazie anche alla qualità dei prodotti legati ad esso che in questo periodo stanno entrando sul mercato.

Uno fra questi è MHUG www.mhug.it il marchio di portabebè totalmente made in Italy creato da due mamme milanesi, che da alcuni anni, attraverso corsi e incontri con le mamme, stanno diffondendo la cultura del portare i piccoli. Come testimonia la Dott.sa Mattei, psicologa e fondatrice dell’associazione Bimbinfascia: “I portabebè MHUG sono una validissima alternativa ai marsupi presenti sul mercato perchè molto più leggeri, possono essere usati per neonati e per bambini più grandi, sulla schiena e sulla pancia. Piegati possono essere tenuti comodamente in borsa. La mia Associazione li ha testati e li consiglia.”

“Ho visto e provato tanti prodotti diversi, ma per me il Mei Tai MHUG è la coniugazione perfetta di praticità, bellezza e naturalità” afferma Sara Marconi, scrittrice di libri per ragazzi e mamma di Teresa.
Un metodo da rivalutare e promuovere, perché con il babywearing la vita non solo diventa più facile, ma anche più felice!