bambini e internetIl processo di globalizzazione pur rappresentando l’espressione di un benessere per gli adulti, quando ad utilizzare il prodotto del processo è un minore o una persona con ridotte capacità psichiche, l’ordinamento deve predisporre le tutele necessarie.

Internet è un potenziale fattore di rischio per il bambino che è ovviamente privo di scaltrezza, abilità, capacità di comprendere il pericolo.

L’effetto della globalità garantisce un’ampia protezione come anche l’anonimato per coloro che operano nell’illegalità.

I bambini devono essere il primo obiettivo da proteggere perché potenziali vittime a causa delle ridotte capacità di critica, psichiche ed emotive.

Utilizzare il computer aldilà dei rischi che s’incontrano nella realtà virtuale come in quella reale, è certamente una possibilità educativa peculiare.

Sarebbe un errore vietare l’accesso ai sistemi informatici ai bambini ma è necessario proteggerli dai pericoli della divulgazione inconsapevole di copyright, dalla trasmissione di virus, dalla diffusione di dati riservati, dalla cancellazione di files.

La minaccia più grave è certamente rappresentata dalla pedofilia soprattutto nelle sue manifestazioni prodromiche come “l’adescamento” e “l’invito all’incontro” che suscitano nel bambino un danno per nulla transitorio.

Il proliferare di siti che incitano ed esaltano alla violenza ed all’odio non sono meno allarmanti anche se diversamente odiosi; il messaggio che passa dalla loro “visitazione” è comunque forte e coinvolgente soprattutto per i minori emotivamente più deboli; l’utilizzo di alcool e droghe è più facilmente pubblicizzato come facente parte di uno stile di vita che ai giovani piacerebbe poter condurre e dunque per loro auspicabile, senza dimenticare gli hackers e la semplicità della diffusione d’immagini anche proprie in anonimato (webcam). S

olo con il coinvolgimento diretto, continuativo e preventivo dei genitori, è possibile arginare il fenomeno e mitigare i danni, poiché l’ordinamento non ha adottato una normativa settoriale per tutelare i bambini dai pericoli della rete.

I generali principi già noti della responsabilità penale e civile sono gli stessi invocabili in quest’ambito, senza alcuna specificità che tenga conto ad esempio del differente utilizzo del computer in famiglia, nelle istituzioni para-familiari, e nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. È importante che il genitore o chi ha la cura del bambino, sappia che proteggerlo dai pericoli della rete non è il frutto di una sua scelta personale bensì un obbligo derivante dalla legge.

Tale posizione di responsabilità è ancora più evidente se si considera che è possibile connettersi attraverso internet point, internet cafè, cyber-cafè, così facendo sorgere il legittimo dubbio dell’assenza di qualunque vigilanza e controllo da parte dei gestori di tali strutture sull’utente- bambino.

L’ordinamento è “vacante” al riguardo e non servirebbe a nulla o a molto poco, l’attività di prevenzione eventualmente svolta dai genitori.

Il legislatore infatti auspicabilmente dovrebbe intervenire predisponendo una disciplina punitiva specifica grazie ad un’attività di sensibilizzazione, informazione ed educazione ad un uso razionale di internet.