L’attenzione di molti genitori è oggi puntata sull’apprendimento delle lingue straniere. Negli ultimi anni la sensibilità su questo tipo di insegnamento è massima, tuttavia le modalità con cui i nostri bambini e ragazzi sono esposti alla lingua sono ancora datate.

Le parole di una lingua straniera, se studiate con serietà, si memorizzano, ma ciò che è difficile imparare è riprodurre il “suono”, il ritmo della lingua, la sua particolare musica.
In effetti, se si impara una lingua da piccoli, si riesce facilmente a replicarne il suono. Iniziando da adolescenti o adulti, a meno di non possedere uno spiccato orecchio musicale, è invece assai difficile arrivare a questo risultato.
Una delle altre cose non semplice da apprendere quando si studia una lingua da grande è la sintassi. Nelle scuole si passano ore e ore a studiare le regole grammaticali, ma tutti noi abbiamo osservato che è assai difficile assimilare il particolare ordine delle parole della lingua straniera.
L’italiano e l’inglese da questo punto di vista sono abbastanza diversi e capita che alcuni scrivano o parlino senza errori grammaticali, ma con una sintassi ed un ordine di parole innaturale per un anglofono.

Gli studiosi hanno verificato che queste difficoltà sono universali: mentre le nuove parole sono apprese abbastanza facilmente in ogni momento della vita, la fonetica e la sintassi vengono assorbite naturalmente soprattutto in tenera età.
Ma non è solo una questione di “quando” si comincia a studiare l’inglese, bensì anche di “come” si viene esposti alla seconda lingua.
Se lo studente viene esposto alla lingua straniera in un modo scolastico, difficilmente potrà acquisirne la fonetica e la sintassi: queste abilità “del parlato” infatti normalmente vengono assimilate grazie all’esposizione massiva alla lingua e senza una strutturazione e studio consapevole.
Durante una full-immersion nella lingua straniera (come ad esempio un viaggio studio all’estero), molti di noi notano che, dopo alcuni giorni, cominciano improvvisamente a capire meglio ciò che ci dicono e a rispondere con più scioltezza. Ci pare anche di “ricordare” cose che avevamo studiato, ma che non eravamo mai riusciti ad applicare.

Questo accade perché l’esposizione massiva all’input linguistico ci permette di cominciare ad automatizzare alcune funzioni legate alla comprensione e alla produzione linguistica.
Quando “automatizziamo”, ovvero facciamo queste operazioni senza pensare, siamo assai piu veloci ed efficaci. Per questo, è consigliabile:
• Non studiare mai una lingua in modo esclusivamente libresco o scolastico. Lo studio tradizionale va benissimo per imparare le nuove parole, ma non aiuta ad acquisire fonetica e sintassi.
• Creare situazioni di full-immersion, parlando in lingua in classe, oppure andando a fare soggiorni all’estero.

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