GIACOMO_RIZZOLATTI_convegno_autismo_cataniaCatania, 9 ottobre 2010
“Un futuro per l’Autismo”
In questi giorni, il congresso ha visto la partecipazione, tra i relatori, dei nomi più autorevoli nel campo dell’autismo.
Tra gli interventi di oggi, si segnalano quello di Ami Klin, Professore di Psicologia e Neuropsichiatria Infantile, Direttore del programma sull’autismo del Child Study Centre, Università di Yale, che ha indicato le cause di responsabilità dell’autismo, non solo quelle genetiche ma anche quelle relative al malfunzionamento dei meccanismi di socializzazione.
Giacomo Rizzolati, Professore ordinario e Direttore del Dipartimento di Psicologia Umana dell’Università di Parma, anche membro associato del programma di Neuroscienze di San Diego e dell’Accademia dei Lincei, ha trattato principalmente il legame tra l’autismo e lo studio del sistema dei neuroni specchio.
Un approccio sperimentale secondo il quale i neuroni specchio, attivati da un pattern comportamentale altrui, costituiscono un ponte diretto fra le persone, nell’ambito di ogni esperienza reciproca, costituendo una base dell’apprendimento per immedesimazione, dell’imitazione inconscia e pre-riflessiva, e della comprensione per empatia. Lo studio di queste cellule nervose, che riflettono costantemente l’agire degli altri dentro di noi, ha portato vari studiosi ad ipotizzare che la loro alterazione o compromissione funzionale sia all’origine dell’autismo infantile.

Con la partecipazione :

Catherine Lord, Professoressa di Psicologia, Neuropsichiatria Infantile e Pediatria, dirige l’Autism and Communication Disorders Center (UMACC) presso l’Università del Michigan, che fornisce valutazioni cliniche, consulenze e formazione nel campo della diagnosi di ASD;

Simon Baron-Cohen, Professore di Psicopatologia dello Sviluppo e Direttore dell’Autism Research Centre (ARC) e del CLASS (Cambridge Lifespan Asperger Syndrome Service) a Cambridge, Vice-presidente dell’INSAR, e autore di numerose pubblicazioni scientifiche, fra cui Mindblindness (1995) ed il DVD-ROM “Mind Reading: guida interattiva alle emozioni” (2003);

Sir Michael Rutter, “il padre della psicologia infantile” che ha contribuito all’affermazione della neuropsichiatria infantile come disciplina medica e bio-sociale con una solida base scientifica. Gli studi di Rutter nel campo della neuropsichiatria infantile e dell’autismo spaziano dall’epidemiologia alla genetica, dalle indagini neuro-radiologiche e cerebrali alla continuità e discontinuità dello sviluppo psicologico, l’interazione tra fattori di rischio e protezione biologici e sociali. Ha pubblicato oltre 400 testi e articoli scientifici e 40 libri.