neonato cordoneLa gravidanza è un periodo assillato da dubbi. Lo è sempre stato per tutti, per noi così come per i nostri genitori, per i nostri nonni ed avi.
I dubbi iniziano subito e accompagnano la coppia lungo tutto il percorso della gravidanza che si conclude, al giorno d’oggi, normalmente, in sala parto. Dal momento in cui due lineette parallele si colorano nel test di gravidanza e i futuri genitori si chiedono: “Ce la faremo?”, fino a quando la neo-mamma allattando per la prima volta si domanda: “Avró latte? Sarà sufficiente?”, i dubbi non li abbandoneranno. Per chi non ne avesse ancora sentito parlare, i futuri genitori hanno oggi una scelta in più da fare, un dubbio in più da risolvere.
Cosa fare del sangue del cordone ombelicale dei nostri figli?
Viviamo in un’epoca in cui la gravidanza è bersagliata da nuovi servizi e prodotti soprattutto nell’ambito della salute. Ogni novità può diventare storia nel giro di pochi giorni nella misura in cui la scienza sviluppa nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche che scavalcano facilmente i limiti delle capacità di apprendimento e, spesso, di interesse delle persone. La conseguenza è che risulta difficile capire quanta attenzione dobbiamo dedicare ad un determinato argomento piuttosto che ad un altro. Un fatto è certo: il momento della nascita è l’unico momento della nostra vita in cui possiamo isolare e conservare in modo indolore un grandissimo numero di cellule staminali.
Le cellule staminali
Il sangue presente nel cordone ombelicale è ricco di cellule staminali. Queste cellule, se correttamente stimolate, possono replicarsi e generare cellule o tessuti di nostro figlio. Da queste cellule in laboratorio, si possono ottenere cellule del sangue, cellule in grado di produrre insulina, cellule nervose o cardiache e molti altri tipi cellulari. Esistono già indicazioni terapeutiche ben precise che fanno del sangue del cordone ombelicale una risorsa importantissima, oltre a suscitare interesse dal punto di vista scientifico e della ricerca. È vero, infatti, che il trapianto di queste cellule permette oggi la rigenerazione di tutte le linee cellulari che compongono il sangue, rendendole un’ottima alternativa al trapianto di midollo osseo e spesso diventa la prima scelta trapiantologica nella cura di patologie emato-oncologiche quali leucemie, linfomi e gravi forme di anemie.
Questioni etiche
Le cellule staminali cordonali non sono staminali embrionali. Le implicazioni etiche in questo caso non sono legate alle cellule in sé. Se il vostro dubbio in questo momento è tra conservare o donare il sangue del cordone ombelicale di vostro figlio, avete già fatto una scelta grandissima che è quella di non buttarlo via. In Italia, infatti, in oltre il 90% dei parti, il sangue del cordone ombelicale viene normalmente gettato tra i rifiuti ospedalieri (2008), benchè la legislazione che impedisce l’istituzione di biobanche private in Italia permetta invece la donazione o l’esportazione in biobanche all’estero.
La donazione pubblica
Se partorirete in un ospedale attrezzato per la donazione e se rientrate nei criteri di selezione per essere potenziali donatori, è opportuno discutere con il vostro medico se e come donare il sangue del cordone ombelicale. Purtroppo, al momento, solo in pochi ospedali si può donare e circa il 75% delle sacche di sangue cordonale donate vengono scartate perché non corrispondono ai criteri di ottimizzazione dei campioni. Per poter donare dovete informarvi presso la struttura ospedaliera dove avverrà il parto. Conservazione privata
Le cellule staminali cordonali del neonato, quando conservate privatamente, vengono mantenute per 20 anni, eventualmente prorogabili, in vapori d’azoto a -195°C. In questo stato, esse conservano le caratteristiche che avevano al momento della nascita per poter essere utilizzate nel trattamento di gravi patologie che possano intercorrere negli anni a venire. La conservazione in banche private per uso autologo è prevista e permessa dalla legislazione italiana, purtroppo però deve essere effettuata all’estero.
Hematos conserva nei laboratori della biobanca Crioestaminal S.A., leader indiscussa della penisola iberica che vanta quasi 27000 clienti ed un trapianto allogenico (cioè tra fratellini) effettuato nel 2007. Si tratta di una banca con certificazione ISO9001: 2000, dotata di strumentazione in ottemperanza agli standard GMP e che risponde a tutti i requisiti legislativi per poter mantenere le cellule custodite negli anni a venire. Hematos ha sede principale in Portogallo, a Cantanhede, presso il Biocant Park, uno tra i più moderni e avanzati centri di biotecnologie d’Europa, frutto della collaborazione di due Università, della città di Aveiro e di Coimbra. Proprio grazie alla solidità della biobanca, di cui è rappresentante esclusiva per l’Italia, Hematos riesce a proporre un servizio di criopreservazione di qualità eccezionale senza nessun costo anticipato da parte dei futuri genitori, prevedendo pagamenti dilazionati senza interessi.
Hematos ha sede in Italia con tre uffici a Roma, Genova e Barletta e risponde 7 giorni su 7 al numero verde 800911918 per dare tutte le informazioni e l’assistenza necessaria a chi fosse interessato a conservare il sangue del cordone ombelicale dei propri figli.