In questo momento di emergenza globale, per alcuni stress e ansia possono diventare  scomodi e indesiderati compagni delle lunghe giornate trascorse in isolamento. Ma quanto può influire lo stress sulla nostra quotidianità?
Una categoria particolarmente sotto pressione in questi giorni è quella delle mamme, protagoniste, in prima persona, nella cura e nella gestione dei più piccoli, talvolta cercando di conciliare l’attenzione verso i bambini con il lavoro o lo smartworking.
Per le neomamme che si trovano invece ad affrontare la delicata fase dell’allattamento, questo momento può essere particolarmente difficile e vissuto più o meno in allarme, a causa del susseguirsi di notizie e dati sul contagio ed il numero dei decessi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha prodotto guide infografiche con precisi e sintetici consigli per aiutare le persone a gestire gli stati emotivi, e non lasciarsene sopraffare. Si raccomanda di parlare con le persone di cui ci fidiamo, cercare informazioni solo su fonti attendibili (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, OMS), non consultare in modo ossessivo i social o i canali che presentano scenari catastrofici. È bene inoltre mantenere uno stile di vita sano (ad esempio non fumare e non bere), che preveda – anche restando a casa – regolare esercizio fisico e una sana alimentazione. È essenziale anche restare in quotidiano contatto con amici e famigliari, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, per condividere i pensieri, le emozioni e con le persone fidate anche le paure, senza vergognarsi di mostrare vulnerabilità e timori.

Per alleviare tensione e stress, per una neo mamma – spiega il dottor Luigi Piero Biondi, pediatra presso la Casa Pediatrica Ospedale Fatebenefratelli Milano – è fondamentale riposare e recuperare la fatica del momento e dell’allattamento. Ogni mamma dovrebbe poter dormire qualche ora in più durante il giorno per recuperare le ore spese durante la notte per le poppate. A tal scopo si può usare un tiralatte per far scorta di latte materno e lasciare un biberon per la poppata successiva. In questo momento un ruolo fondamentale può essere svolto dal papà. Dare questo compito al neo-padre favorisce inoltre l’instaurarsi di un legame più profondo con il bambino”.

Il tiralatte, strumento pratico e rapido a beneficio di tante mamme, è una soluzione possibile. Certo non l’unica ma apporta da solo numerosi vantaggi anche in considerazione del fatto che allattare naturalmente al seno, soprattutto per le neomamme, può rappresentare talvolta una “sfida” psicologica. Estrarre il proprio latte e darlo al proprio bambino con il biberon non è come allattarlo al seno, ma avere la certezza che continuerà a prendere il latte materno, anche in propria assenza, con tutti i benefici del caso, è di sicuro rassicurante e allontana sensi di colpa ed ulteriori ansie. La mamma non sarà così “vincolata” nel rapporto esclusivo con l’alimentazione del proprio bambino ma potrà fare affidamento anche sul proprio partner. Dopo una poppata, appena il piccolino si addormenta, potrà subito estrarre il latte dal seno non utilizzato e così avrà a disposizione almeno tre ore libere, ad esempio per svolgere altre attività che facilitino la distensione dei nervi e il relax della mente. Ciò rappresenta una grande libertà psicologica che può permettere ad esempio alle neomamme di superare la prima fase di vita di un neonato.

«Lavoriamo da sempre per e con le mamme – afferma Barbara Zancan, managing director di Medela Italia, azienda specializzata nell’allattamento materno – comprendiamo come in questo momento sia importante per loro avere rassicurazioni e informazioni. Per questo Medela ha creato una pagina sul proprio sito dedicata al Coronavirus, rispondendo alle domande più frequenti su gravidanza e allattamento. Il sito è aggiornato costantemente con le informazioni derivanti dagli studi scientifici e da fonti autorevoli come l’OMS; le mamme possono scriverci anche direttamente all’indirizzo e-mail vicinoate@medela.it”.

Per informazioni: www.medela.it/covid-19