Durante l’incontro organizzato da Natalben, gamma di integratori studiati apposta per accompagnare le mamme dal momento del concepimento fino a quello dell’allattamento, la Piscologa e Psicoterapeuta Sara Sainaghi ha parlato dei principali disturbi del sonno che possono insorgere durante l’infanzia.
È importante suddividere i disturbi del sonno in due grandi famiglie: quella delle dissonnie (difficoltà di addormentamento e frequenti risvegli che insorgono intorno al primo anno di vita) e quella delle parasonnie (pavor notturno, incubi e sonnambulismo).
Il pavor notturno è un fenomeno di natura neurologica non preoccupante dal punto di vista medico e per il bambino non rappresenta un trauma in quanto, una volta terminato l’episodio il piccolo non ne tiene memoria. Il pavor può insorgere intorno ai 18 mesi e può essere collegato a periodi di stress come l’inserimento all’asilo, la nascita di un fratellino, etc. Durante il sonno, il bambino, ha crisi di pianto molto forti talvolta accompagnate da strilli ed urla, appare inconsolabile e, nonostante possa avere gli occhi aperti il piccolo sta a tutti gli effetti dormendo.

Come comportarsi?

Bisogna avvicinarsi al bambino senza svegliarlo e senza forzare il contatto fisico tramite un abbraccio consolatorio: l’unico strumento efficace che si ha a disposizione è la propria voce che deve avere un tono rilassante e sereno. Gli episodi possono durare circa venti minuti ed essere ripetuti durante il corso della notte.

Gli incubi, invece, sono fenomeni legati al rivivere delle esperienze vissute durante il giorno che si intrecciano con le paure del bambino, come quella del buio o quella degli estranei che iniziano a comparire intorno ai 2 anni. In questo caso, quando ci sarà un risveglio causato da un incubo, il bambino si lascerà consolare e calmare.
Un elemento in comune tra le dissonnie e le parasonnie sono le emozioni sia negative che positive che possono andare ad incidere sulla qualità del sonno. Tra i 10 e i 14 mesi impara a gattonare, ad arrampicarsi e a muoversi da solo; l’entusiasmo che porta questa nuova competenza lo porterà a risvegliarsi più frequentemente durante la notte.
Come suggerisce la dott.ssa Sainaghi, creare una corretta igiene del sonno come coinvolgere il bambino in attività rilassanti un’ora prima di dormire, creare un ambiente favorevole con la giusta temperatura e il giusto tepore aiuteranno il piccolo a rilassarsi e a dormire meglio. È anche importante che prima della messa a letto il bambino abbia soddisfatto durante la giornata il proprio bisogno di relazione con i genitori, solamente allora non ne soffrirà il distacco nel corso della notte. Dare al bambino un peluche o un oggetto che desidera portare con sé a letto risulterà importante nella fase di addormentamento in quanto il bambino si sentirà meno solo; bisogna mantenere durante il corso del sonno e nella fase di risveglio le stesse condizioni che il piccolo ha vissuto prima di addormentarsi.