Disponibile e scaricabile gratuitamente dal sito dell’Istituto,
il Quaderno nasce per diventare un valido aiuto a disposizione di famiglie e insegnanti utile a comprendere
e identificare i segnali indicatori di possibili DSA e eventuali terapie di intervento per i più piccoli.

 

serafico

 

In talia, sono circa 187.000 i ragazzi affetti, a vario livello, da dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, ovvero dai disturbi specifici dell’apprendimento, che si manifestano in età scolare e che si caratterizzano per una serie di difficoltà nell’acquisizione e utilizzo della lettura, della scrittura e del calcolo. Secondo l’Istituto Serafico di Assisi, centro accreditato dalla Regione Umbria per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), i giovani studenti che si trovano in questa condizione, incontrano non poche difficoltà a gestirla a livello emotivo e, allo stesso tempo, a condurre uno stile di vita normale. Per aiutare genitori e insegnanti a capire quando si può trattare di DSA, l’Istituto Serafico di Assisi ha messo a disposizione un vero e proprio vademecum disponibile online sul sito www.serafico.org/dsa
Infatti, se per la maggioranza delle persone leggere, scrivere o fare calcoli sono abilità alquanto semplici che si imparano nei primi anni di scuola, per circa il 3,5% dei bambini e adolescenti italiani può rivelarsi un vero e proprio ostacolo nel percorso di apprendimento. Spesso, inoltre, non viene ben identificato da genitori e insegnanti, i quali interpretano gli errori fatti durante gli esercizi in classe o a casa, o la difficoltà a imparare a memoria una poesia, ad esempio, come scarso impegno o mancanza di concentrazione del bambino. In Italia, il dato più allarmante è rappresentato dal “sommerso”: resta alta, infatti, l’attenzione su casi di DSA diagnosticati troppo tardi o addirittura non individuati durante tutto il percorso scolastico.

Chi soffre di DSA si sente sottostimato, non all’altezza degli altri compagni di classe e ciò può dar vita a problematiche di tipo comportamentale o emozionale che può sfociare fino all’abbandono scolastico– rivela il dr. Gianni Lanfaloni, psicologo clinico del Serafico di Assisi, che aggiunge – I bambini interessati da questi disturbi fanno un grandissimo sforzo per mantenere il passo con il resto della classe, pur essendo dotati di uguale vivacità intellettiva e volontà”.

Per contrastare le problematiche derivanti dalla scarsa informazione e poca conoscenza sui disturbi specifici dell’apprendimento il Serafico, primo Centro nella Regione ad essere associato al Polo Apprendimento, specializzato in queste difficoltà, presenta
“DSA: i disturbi specifici dell’apprendimento
”, un quaderno pensato per rispondere agli interrogativi di docenti e genitori per comprendere cause, caratteristiche ed, eventualmente, avere indicazioni utili su possibili terapie da intraprendere, che aiutino il bambino a convivere con questo disturbo. “Gli insegnanti, ancor prima dei genitori, sono i primi interpreti dei segnali indicatori di un problema dell’apprendimento. È vero che l’errore non è un sintomo, ma quando c’è un sospetto è necessario che venga fatto presente subito ai famigliari i quali dovranno avviare una serie di approfondimenti utili a comprendere se dietro a quell’incapacità o lentezza nello svolgere i compiti ad esempio, si cela una complicazione più grave” spiega il dr. G. Lanfaloni.

DSA, QUATTRO TIPOLOGIE DI DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO
All’interno del Quaderno, diviso in sezioni, vengono descritti nel dettaglio ciascuno dei quattro DSA. Il più diffuso, è la dislessia cioè il disturbo specifico della lettura: si manifesta e si evolve in concomitanza dell’inizio dell’attività scolastica, quando emergono le prime difficoltà nell’attivare in maniera fluente e senza affaticamento tutte quelle operazioni mentali necessarie per leggere come riconoscere le lettere singole, le sillabe e quindi le parole associandole ai suoni corrispondenti. Frequenza degli errori e lentezza nella decodifica sono gli aspetti tipici della dislessia: il bambino può, per esempio, presentare difficoltà nel riconoscere, scambiandoli tra loro, grafemi che differiscono visivamente per piccoli particolari quali: “m” con “n”, “c” con “e”, “f” con “t”, “a” con “e”.
Il soggetto con disortografia invece, evidenzia la difficoltà a tradurre correttamente le parole in simboli grafici e a confondere il suono delle lettere (per esempio “f/v”, “t/d”, “p/b”, “c/g”, “l/r”). Un altro disturbo che impedisce alla persona di esprimersi nella scrittura in modo fluido è la disgrafia, che si caratterizza per una grafia spesso illeggibile, pressione eccessiva sul foglio e scarso rispetto degli spazi sul foglio. C’è poi la difficoltà a comprendere simboli numerici e a svolgere calcoli matematici, conosciuta con il nome discalculia. Stando ai dati, circa il 3% della popolazione studentesca è affetta da tale disturbo che complica la lettura e la scrittura dei numeri e soprattutto l’elaborazione delle quantità. Gli errori collegati a questa problematica, molto spesso non vengono riconosciuti nell’immediato. Diversi sono i casi di discalculia erroneamente diagnosticati come dislessia.  “Il disturbo, qualunque esso sia non si supera mai completamente. – rivela il dr. G. LanfaloniUna volta individuato il problema, la prima cosa da fare da parte dei genitori è sostenere sotto l’aspetto relazionale e emotivo il proprio figlio. Dopodiché, bisognerà intraprendere delle attività che aiutino lo studente a “compensare” ed eventualmente superare le difficoltà che incontrerà lungo tutto il suo percorso scolastico”.

IL METODO DELL’ISTITUTO SERAFICO DI ASSISI
Sotto l’aspetto medico, tra i metodi più conosciuti e qualificati, apprezzati a livello nazionale ed internazionale, si inserisce quello in uso presso l’Istituto Serafico di Assisi che lavora da oltre un secolo a stretto contatto con ragazzi con disabilità plurime. Come spiegato dallo stesso dr. Lanfaloni, a seconda della tipologia di disturbo, che spesso è in associazione con altri, come ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), Disturbo dell’Apprendimento non Verbale, Disturbo della Coordinazione Motoria, Disturbo del Linguaggio (tecnicamente questa compresenza viene definita Comorbidità), esistono programmi che aiutano ad aumentare l’attenzione, la memoria o la rapidità nella lettura.

L’equipe multidisciplinare che lavora quotidianamente con i soggetti con DSA, può affrontare queste  problematiche tramite i diversi strumenti della logopedia, ma  anche della  psicomotricità e in alcuni casi della musicoterapia. Alcuni  esempi: il Tachistoscopio, che propone a intervalli di tempo prestabiliti di brevissima durata, parole, sillabe o semplici frasi, obbligando così il bambino ad aumentare il livello di attenzione, ampliare lo span visivo, costruire un lessico ortografico che gli permettono una maggiore rapidità e correttezza della lettura; il metodo fono-sillabico, un procedimento che ripartendo dall’inizio aiuta il bambino a riconoscere i grafemi, gli elementi che costituiscono la parola, per poi passare alle sillabe. Questo sistema gli consentirà di identificare più facilmente il legame tra il simbolo grafico e il suono corrispondente. Un altro esempio è il trattamento sub-lessicale, che sollecita il riconoscimento automatico delle sillabe come unità. “Tutti i bambini aumentano annualmente la capacità di lettura di 0,60 sillabe al secondo.– spiega il dr. G. Lanfaloni – Un soggetto dislessico senza alcun tipo di intervento, aumenta dello 0,20 – 0,30 sillabe al secondo. Con il trattamento può raggiungere una  soglia intermedia, che naturalmente può variare in base alle caratteristiche del bambino. Non raggiungerà la media del normodotato ma potrà avere un approccio più produttivo con i libri di testo”.

SERAFICO
Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 150 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 10.895 trattamenti riabilitativi e 12.322 trattamenti educativi-occupazionali all’anno (dati 2015). In una superficie complessiva di circa 10.000 mq, posta su di un’area di 40.000 mq, sono disponibili 70 posti letto in regime residenziale, 20 posti letto in regime semi-residenziale, oltre ad un servizio ambulatoriale e di valutazione diagnostica-funzionale. Le persone al servizio degli utenti sono 267: circa 170 tra collaboratori e dipendenti e un centinaio di volontari, che mettono in campo non solo capacità e competenze, ma anche un “capitale di umanità” in grado di entrare in sintonia con i pazienti.