Se riesci a far innamorare i bambini di un libro, di due, di tre, cominceranno a pensare che leggere è un divertimento. Così, forse, da grandi diventeranno lettori.
(R. Dahl)

Sarebbe bello se i bambini imparassero davvero ad amare la lettura e il meraviglioso mondo che si spalanca ogni volta che si sfogliano le pagine scritte. D’altra parte, non si può pretendere che si appassionino se i genitori per primi trascurano tale attività. È anche importante farli crescere “materialmente” tra i libri poiché ne stimola la curiosità.
Ma quando si può incominciare a leggere loro delle storie? Non è mai troppo tardi, ma non è neanche mai troppo presto! In genere, intorno ai sei mesi il bimbo apprezza le ninne nanne che si accompagnano al movimento del corpo materno e al contatto fisico, nonché alle stimolazioni uditive e olfattive e perciò sembra apprezzare rituali affettuosi e rassicuranti, come una cantilena prima della nanna. Intorno ai nove/dodici mesi a farla da padrone sono la brillantezza dei colori e la nitidezza delle immagini che ritraggono oggetti familiari o figure di bimbi e animaletti. Il bambino può pertanto sentirsi attratto dalle figure del libro col quale inizia ad avere un contatto diretto tenendolo in mano, sfogliandolo, mordicchiandolo e cominciando a ripetere suoni sillabici. Intorno ai diciotto mesi riconosce il lato giusto da cui iniziare a sfogliare il libro, dà un nome alle figure più semplici e chiede esplicitamente all’adulto di raccontare una storia. A ventiquattro mesi sa ripetere frasi, sfoglia le pagine alla ricerca di ciò che più gli piace e riesce a collegare il testo con le immagini. Verso i trenta mesi il suo vocabolario è in pieno sviluppo; ama storie dalla struttura semplice tali da permettere anche una lettura autonoma e in cui può identificarsi. Essendo inoltre questa l’età dei “perché”, il libro deve poter essere strumento di proiezione all’esterno delle paure, dei timori o anche semplicemente delle curiosità del bambino.

Sembra che una lettura precoce, a partire da sei mesi circa, possa aiutare il bambino a imparare a leggere e scrivere più facilmente e ad avere un vocabolario più ricco, oltre a farlo crescere in un clima di amore, protezione e serenità e infine ne stimola la curiosità e ne allena la capacità di concentrarsi. Bisogna sempre cercare di scegliere, per il momento della lettura, un angolino al riparo da eventuali fonti di distrazione quali televisione, radio, telefono.
È importante anche scegliere il momento della giornata più adatto, che sia prima di andare a letto o dopo i pasti, quando si è tutti più tranquilli, in modo da renderlo un momento di profonda intimità, ma al contempo è sempre utile leggere anche in momenti non proprio idilliaci, quali durante un viaggio o dal medico, quando non c’è altra possibilità. È inoltre importante non solo leggere ma farlo anche bene, usando la mimica, variando le voci, leggendo con partecipazione e soprattutto rendendo il bambino partecipe e non fruitore passivo della lettura, facendogli anche vedere le pagine del libro. Se il bimbo manifesta impazienza, è meglio rinunciare e magari riprovare più tardi. La scelta del libro è altrettanto importante. Partiamo da un presupposto: il bimbo ha bisogno di rivivere nel libro e, quindi, la semplicità è fondamentale. Attenzione dunque a quali storie, quando e come. Potrebbe essere utile, nel vasto panorama della letteratura infantile attuale, invitarlo a scegliere personalmente il libro da leggere insieme, in base ai suoi bisogni piuttosto che ai propri.