“Ho la sindrome di Asperger e questo vuol dire che qualche volta sono un po’ diversa dalla norma. E nelle giuste circostanze essere diversa è un superpotere”. (Greta Thunberg)

Greta colpisce subito per i grandi occhi verdi e le trecce bionde su un viso di bimba, mentre lo sguardo esprime severità e il corpo minuto compostezza e serietà. Ha solo 16 anni e ha conquistato il mondo risvegliando l’attenzione sull’emergenza del clima. Dall’età di otto anni Greta mostra una grande sensibilità verso la natura e ad 11 anni ha una crisi profonda, caratterizzata da pensieri dominanti sui rischi e le conseguenze del cambiamento climatico, con ansia per il futuro e fasi depressive. Si isola dai suoi coetanei e familiari, smette di parlare e dimagrisce in modo preoccupante nell’arco di un mese. La diagnosi è sindrome di Asperger, una forma di autismo lieve. Per cinque anni il tema dei cambiamenti climatici sarà l’unica cosa che occuperà in modo totalizzante le sue giornate. Poi nell’agosto 2018 si mostra sui social con una foto che la ritrae seduta a terra con le spalle poggiate al palazzo del Parlamento svedese, da un lato lo zaino rosa, dall’altro un cartello: “Sciopero scolastico per il clima”. Ogni venerdì, per un anno, Greta fa il suo sciopero silenzioso.

 

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Ripetere incessantemente un’azione è un aspetto della sindrome di Asperger, ma il ripetersi del comportamento di Greta è qualcosa di diverso che la porta ad uscire dall’isolamento con un impegno chiaro e forte per fare qualcosa a favore del pianeta. Questo determina un effetto inaspettato: altri coetanei in tutta Europa seguono il suo esempio in un movimento di protesta così ampio che desta l’attenzione degli adulti e dei politici. Greta partecipa e parla con efficacia e da grande leader nelle manifestazioni dei “Venerdì per il Futuro”, rilascia interviste e fa il suo discorso all’ONU, di fronte ai potenti della Terra. Poche parole chiare e durissime, sulle responsabilità dei governi e di ognuno di noi. “Prima di cominciare gli scioperi della scuola – ha affermato – non avevo energia, né amicizie, non parlavo con nessuno. Stavo solo lì a casa seduta e mangiavo. Tutto questo ora è passato perché ho trovato uno scopo in un mondo che spesso sembra vuoto e senza significato a così tante persone”.

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Quando il compito emerge, l’ansia diventa una forte energia verso la costruzione di reti sociali per le soluzioni. Sono le personalità Cristallo, cioè quei bambini e ragazzi che hanno qualità più evolute che sanno agire oltre ogni interesse personale. La loro sensibilità è esposta a sofferenze perché agiscono secondo trasparenza, lealtà e sincerità. Greta dice: “Noi dello Spettro (autistico) non siamo molto bravi a mentire e di norma non desideriamo partecipare a quelle trame sociali a cui il resto di voi sembra appassionarsi tanto. Tutti parlano del cambiamento climatico come di una minaccia esistenziale e malgrado ciò vanno avanti come se niente fosse. Non ci sono zone grigie con la sopravvivenza in gioco. Dobbiamo cambiare”. Greta è cambiata, la sua vita è cambiata e si è arricchita e ampliata, la sua sindrome si è trasformata in una crescita di coscienza e capacità di azione che sta influenzando le coscienze individuali e collettive nel mondo. Perciò Greta merita il titolo di “Ambasciatore della Coscienza”, il premio ricevuto da Amnesty International. La nostra vita e la vita dei nostri figli e nipoti ha trovato uno slancio nuovo verso il futuro. Grazie Greta!

Indaco, Cristallo, Arcobaleno: i bambini del cambiamento