crosta latteaLa crosta lattea, in inglese “nightcap”, “cuffia da notte”, è una dermatite seborroica, un disturbo cutaneo diffuso nei più piccoli.
La guarigione decorre spontaneamente e può essere facilitata con alcuni accorgimenti.
Può manifestarsi fin dalle prime settimane/mesi di vita, può permanere fino ai 3 anni o anche insorgere verso l’undicesimo anno di età.
Nel lattante si può localizzare sul cuoio capelluto e appare come una desquamazione, con piccole crosticine di colore bianco/giallastro. In alcuni casi, meno frequenti, l’infiammazione della pelle si può estendere alle sopracciglie, alla fronte, alle tempie, all’area retroauricolare, alle guance e intorno al nasino. Spesso sono colpite la parte superiore del tronco, il collo, le regioni ascellari e talvolta le pieghe delle grandi articolazioni (gomiti, ginocchia).
Altra sede che può essere interessata è la regione inguino/anale.
Se vi è infezione da Stafilococco la cute è secernente e crea una complicanza per la terapia.
Generalmente, si attribuisce la causa di questo fenomeno al trasferimento di ormoni dalla mamma che, dopo la gravidanza, porta alla ipersecrezione di sebo da parte delle ghiandole del bambino.
A causa della localizzazione e la concomitante persistenza dell’apertura della “fontanella cranica”, tutte le operazioni vanno fatte evitando accuratamente pressioni indebite e soprattutto l’uso delle unghie per sollevare le croste ancora dure.
Anzitutto è consigliato lavare la testolina ogni 2 giorni con sostanze oleose per ammorbidire la crosta. Inoltre, è preferibile usare saponi neutri evitando il più possibile detergenti aggressivi, che danneggiano il fisiologico film idrolipidico della pelle, o addizionati di profumi ed essenze, per non irritare ulteriormente la cute.
È bene passare sul cuoio capelluto del cotone idrofilo imbevuto di olio di oliva o di mandorle dolci o di vasellina o di sostanze emollienti specifiche in vendita in farmacia che, fluidificano il sebo e, ammorbidendo le croste, ne facilitano il distacco.
Una volta applicato l’olio, è consigliabile, passare delicatamente un pettinino a denti fitti. In alternativa, si possono eseguire leggere frizioni di una soluzione di bicarbonato (15 ml in 250 ml di acqua bollita).
Infine, tamponare con olio di borragine che è utile per riequilibrare la produzione da parte delle ghiandole sebacee.
In casi gravi può essere consigliato anche il ricorso a pomate o creme, che devono essere, comunque, sempre prescritte dal pediatra, all’idrocortisone (0, 5-1%), due o tre volte al giorno.
È bene sapere che quando si tratta di applicare la crema occorre usarne una quantità idonea affinché si abbia l’effetto terapeutico: una quantità di crema che va dalla punta del dito medio al polso è sufficiente per un’area di dieci cm o poco più. Se sono presenti lesioni delle pieghe, si può procedere a dei lavaggi delle zone colpite con una soluzione acquosa al 5% di ipoclorito.
Nei bambini più grandi si può usare uno shampoo antiseborroico al solfuro di selenio, allo zolfo o all’acido salicilico, che può essere ripetuto quotidianamente con una grande attenzione ad evitare che la schiuma vada, inavvertitamente, negli occhi del bambino.
Se questo succede, lavare con abbondante acqua e asciugare bene con un asciugamano di lino pulito. In alcuni casi particolari, il fenomeno può evolvere in dermatite atopica.
In tutti questi casi è bene rivolgersi al pediatra prima di applicare metodi di fortuna.
La crosta lattea non è un problema per la salute del bambino, è solo spiacevole dal punto di vista estetico.