I B.E.S (Bisogni Educativi Speciali) racchiudono una categoria molto ampia: vi sono gli studenti con disabilità riconosciute dalla legge 104; coloro che giungono in Italia senza conoscere la lingua; tutti gli studenti che hanno alle spalle delle situazioni familiari complicate; gli alunni affetti dai DES, ovvero coloro che sono affetti dai disturbi evolutivi specifici e gli studenti affetti da DSA ovvero dai disturbi specifici dell’apprendimento, quali dislessia, disortografia, discalculia.
Questi studenti necessitano di un piano scolastico “individualizzato” in quanto ognuno di loro presenta un profilo unico che deve essere studiato dai docenti per permettere all’alunno di potenziare le proprie abilità e le proprie competenze.

Oltre ad un piano scolastico mirato l’alunno necessita di strumenti didattici specifici, individualizzati e personalizzati. Capacità cognitive ridotte di diversa entità e grado rischiano di sviluppare un deficit anche in ambito socio-emotivo nel caso in cui non si approntino percorsi atti a scoraggiare l’emarginazione dell’individuo e a rafforzare il processo di inclusione.

Tra gli strumenti che figurano nella didattica inclusiva un ruolo di rilievo lo ha l’impiego della musica a fini terapeutici.
Attraverso la musica l’alunno scopre un nuovo canale comunicativo che può essere sostituito a quello verbale. L’impiego della musica come linguaggio universale va a coinvolgere totalmente l’individuo per stimolarne lo sviluppo sensoriale, intellettivo ed emotivo affinché ci siano dei miglioramenti anche e soprattutto nell’ambito sociale.
Questa unione tra la didattica personalizzata per un B.E.S e la musica stimola i processi cognitivi che vengono attivati dall’alunno quando deve affrontare una qualsiasi tipologia di compito. Quest’unione ha un doppio ruolo: in primis funge da valvola di sfogo per i bambini o ragazzi impulsivi, e poi, coadiuva lo sviluppo cognitivo aiutando ad affinare prestazioni e strategie socio emotive.

Si è osservato come l’uso della musica sia uno strumento particolarmente adatto a favorire l’inclusione dei ragazzi con B.E.S nelle scuole o nel gruppo dei pari.

L’uso della musicoterapia permette di utilizzare un linguaggio universale che coinvolge la persona in modo completo, dando importanza soprattutto alla sensorialità, all’emotività e all’intelletto per stimolare dei miglioramenti cognitivi e relazionali. La musicoterapia favorisce l’integrazione fisica, psicologica e sociale dello studente, determinando un cambiamento sui comportamenti individuali ed una riduzione dei comportamenti problematici, soprattutto per quanto riguarda la scarsa capacità di concentrazione nell’ambiente scolastico.
Possiamo affermare che alcuni studi a noi contemporanei hanno evidenziato come la musicoterapia permetta di contenere e soprattutto migliorare i comportamenti legati alla disattenzione, all’impulsività e all’iperattività, in modo che il bambino possa convogliare le sue energie in modo funzionale, con un incremento dei tempi legati all’attenzione e alla capacità dell’ascolto. Il musicoterapeuta attraverso la musica può lavorare contemporaneamente su tanti fattori, come ad esempio sull’aspetto emotivo e cognitivo, per potenziare specifiche abilità e competenze connesse al disturbo. Con queste attività si arriva a favorire il benessere del bambino che sarà in grado di autoregolarsi e di ascoltare le proprie emozioni.