neonati pensatori filosofiUna recente ricerca dell’Università di Berkley dimostra come neonati e bambini nei primissimi anni di vita sono dotati di straordinarie capacità di apprendimento.
Alison Gopnik, docente di psicologia cognitiva dell’ Università di Berkley in California, ha pubblicato i risultati in un libro il cui titolo è appunto: “Il bambino filosofo”.

La ricerca svolta insieme ad altri colleghi scienziati, ha raccolto osservazioni e dati su come apprendono i neonati e i bambini molto piccoli che ancora non parlano.

Che i bambini delle ultime generazioni imparano velocemente e siano dotati di grande intelligenza, è una realtà che viviamo ed osserviamo quotidianamente; a volte restiamo meravigliati e altre ci divertiamo. Tuttavia, la ricerca statunitense, è interessante, in quanto oltre a confermare scientificamente una verità tratta dall’esperienza di vita, dà la possibilità di modificare alcune credenze, soprattutto riguardo ai neonati.

Secondo tali studi, infatti, già i neonati hanno un’attività cerebrale molto attiva e la loro capacità di elaborazione degli stimoli che ricevono dall’ambiente, dai genitori e altro è molto più ricca e complessa di quanto abbiamo mai potuto immaginare.

I bambini molto piccoli e che ancora non parlano mostrano di essere in grado di stabilire che relazione c’è tra un evento e un altro e che conseguenze ci sono in seguito ad un’azione.

Per es. abbiamo sempre pensato che i bambini imparano perché imitano ciò che vedono fare ai loro genitori.

Questa ricerca dimostra che questo non è vero: un bambino molto piccolo che gioca ripetutamente con il pulsante della luce per accendere e spegnere, non lo fa per imitare la madre o il padre, egli accende e spegne la luce perché riesce a mettere in relazione l’azione del pigiare l’interruttore, quindi la causa, con il fatto che la luce si accende, cioè con il suo effetto e scopre che questo è anche divertente.

I bambini molto piccoli di fronte a ciò che vedono, sentono, e toccano, pensano, riflettono, elaborano concetti, creano pensieri, immagini.

Dalla ricerca emerge anche che i bambini piccoli possiedono un numero di cellule cerebrali maggiore di quello degli adulti, e che a differenza degli adulti, sono in grado di collegare tra loro varie aree del cervello, quindi varie funzioni e capacità, contemporaneamente.

Il risultato è che l’intero cervello, con il suo emisfero destro e sinistro, ragione e creatività, è interamente al servizio per la conoscenza.

Il bambino si sa impara divertendosi e giocando per ore, ama cambiare gioco ed è attratto da tutto ciò che è nuovo, è curioso e prende ogni cosa che vede. Ma in che modo prende?

Questa ricerca ci dice che sa integrare il nuovo a ciò che già conosce seguendo un pensiero logico e lo fa perché ha voglia di sapere, di conoscere, di indagare, di esplorare, proprio come i grandi saggi e filosofi di tutti i tempi. Pieni di fiducia verso gli altri e la realtà che li circonda, la loro energia è traboccante, la loro intelligenza è vitale e la loro capacità di imparare appare infinita.

I bambini che stanno nascendo sono molto più evoluti ed intelligenti di noi adulti, è bello dedicarsi a loro con questa nuova consapevolezza e impegnarsi a sostenerli ed educarli a crescere uomini e donne, padri e madri del nuovo mondo adulto che verrà.

Per il ben-essere del bambino e del genitore Mamma: fin da quando li avete al seno appagate anche la loro fame di conoscenza.

E quando sono più grandicelli, non preoccupatevi subito di fare ordine tra i giochi, nel loro caos essi stanno lavorando a sviluppare grandi idee e pensieri.

Papà: siate felici quando vostro figlio vi chiede di giocare mentre si diverte, egli ricerca e sperimenta il mondo.