C’è una cosa che più di tutte le famiglie hanno lamentato durante la quarantena: la mancanza d’attenzione da parte del governo nei confronti dei bambini. Una categoria poco colpita in maniera diretta dal Coronavirus, ma che ne subisce inevitabilmente le conseguenze indirette.
Dalle scuole chiuse e al distacco da maestre, professori e compagni, all’interruzione di qualsiasi attività ricreativa, sportiva o artistica che erano abituati a svolgere, alla separazione dai nonni, che per molti in Italia sono ancora un punto di riferimento importante.
Il dibattito negli ultimi giorni si è concetrato soprattutto sulle modalità di riapertura delle scuole: se la didattica online in questa situazione d’emergenza è stata l’unica strada percorribile, si devono adesso riprogrammare le modalità di ripartenza, soprattutto in vista del rientro a lavoro di mamme e papà.
La proposta di cui si è discusso in questi giorni, di alternare la presenza in classe alla didattica a distanza, ha scatenato le proteste di diversi genitori sui social network.

A lanciare l’hastag #noncisiamo per chiedere maggiore attenzione nei confronti dei bambini erano state già nei giorni scorsi Francesca Fiore e Sarah Malnerich, conosciute sul web per il loro blog Mammadimerda. Adesso al loro appello si sono uniti l’avvocata Cathy La Torre, l’educatrice Sofia Vineis e la giornalista e attivista Cristina Sivieri Tagliabue. Del gruppo fanno parte inoltre Carlo Tumino, blogger di Papà per Scelta, e la regista Karole Di Tommaso che hanno ideato e realizzato insieme il video per diffondere il messaggio della campagna.
La parola viene data ai bambini che dal buio chiedono agli adulti di essere ascoltati.

CAMPAGNA #NONCISIAMO

Le dichiarazioni di ieri della Ministra dell’istruzione Azzolina e della Ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, non ci hanno lasciato indifferenti. Per le scuole si parla di riapertura a fine settembre, a mezzo servizio. Già, perché la didattica a distanza, per quanto si voglia premiare la buona volontà degli insegnanti, è un’operazione sperimentale ben distante dalla pianificazione strutturata che una formazione educativa dovrebbe avere. Per gli aiuti alle famiglie si parla di un' estensione delle misure a sostegno fin qui proposte. Mi rifiuto di pensare che 1200 euro di bonus baby-sitter per sei mesi e 30 giorni di congedo parentale, siano le uniche soluzioni possibili. Potrei dirvi che ancora una volta le famiglie devono arrangiarsi. Potrei dirvi che l’occupazione femminile rischia di scivolare al 30%. Potrei dirvi che gli altri paesi europei hanno già un piano d’azione dettagliato per salvaguardare il diritto all’istruzione, al gioco, alla socializzazione. Di proposte ce ne sono. Ve lo assicuro. Chi ci segue sa che ci siamo impegnati nelle ultime settimane assieme a decine di associazioni per indirizzare il governo sul da farsi. Didattica outdoor, educatori a domicilio, supporto psicologico, assegni familiari mensili per tutti, riabilitazione degli spazi di prossimità, coinvolgimento del terzo settore. Per citarne alcune.Ma ancora una volta #noncisiamo.La voce dei nostri figli è stata strozzata dentro una visione miope che si concentra sul presente, scordando che per far ripartire questo paese bisogna mettere in moto la vita dei più piccoli.Per questo da oggi lanceremo una campagna di sensibilizzazione insieme ad alcuni amici tra cui Mammadimerda, Cristina Sivieri Tagliabue e Cathy La Torre per dar voce ai diritti dei nostri figli. Una campagna senza alcun colore politico, ma che ancora una volta invita all’apertura di un concreto dibattito pubblico, auspicandoci una stagione di decreti dedicati a bambini e famiglie.Come sempre il vostro supporto ci permette di essere più forti. Un grazie speciale alla regista Karole Di Tommaso, mia partner creativa nella produzione della campagna. Grazie a Sofia Vinesi, a Ines Ivkovic di Studio BABAI e Margherita Anna Mulas di Global Reputation#noncisiamo #papàperscelta

Pubblicato da Papà Per Scelta su Sabato 2 maggio 2020

 

In un altra video lettera inoltre viene lanciato un vero e proprio appello alla ministre Azzolina, Bonetti e Catalfo. “Inauguriamo – specificano gli autori – una campagna  di sensibilizzazione dedicata a bambini e famiglie, un progetto di partecipazione al dibattito pubblico per tutelare i diritti dei nostri figli. Una campagna che non avrà nessun colore politico, ma il sapore di un impegno civile a cui è necessario dare risposte”.

 

VIDEO LETTERA #NONCISIAMO

Spett.le Ministre Azzolina, Bonetti e CatalfoCi rivolgiamo a voi perché siamo molto colpiti dalle dichiarazioni del 2 Maggio della ministra Lucia Azzolina. E crediamo che il Governo debba offrire una risposta più articolata e concreta, non solo alle nostre lettere, ma alle famiglie italiane che sono già in gravissima difficoltà, e in particolare alle donne, la cui occupazione rischia di scivolare verso la paurosa soglia del 30%.Sappiamo che questa risposta potreste darla ed è urgente.A fronte dei cori di tutte le parti sociali, al ronzio dei giornalisti che recitano bollettini come litanie, agli slogan urlati di chi è già in campagna elettorale, oggi non sentite un silenzio assordante?Noi lo percepiamo: è il silenzio dei bambini e dei ragazzi. È il silenzio del futuro.I figli dell’Italia, citati solo questa settimana dal Premier Conte, non hanno associazioni di categoria a difenderli, non votano, i più piccoli non parlano ancora e non riescono ad esprimere il disagio forte di questi mesi. In fin dei conti, non interessano a nessuno se non come target pubblicitario.Il loro benessere psico-fisico è stato sacrificato sull’altare del “abbiamo altro a cui pensare". Eppure sono proprio i nostri bambini che pagheranno il debito pubblico che l’emergenza sta generando.Ma, si dirà, cosa c’è di più importante del capitale umano? La salute, certo, e la ripresa economica di un Paese che non si fonda su numeri e grafici ma sulla preparazione e competenza di cittadini che creano, pensano il futuro. La didattica a distanza ha mostrato tutti i suoi limiti e non può essere la modalità dell’insegnamento, soprattutto per i più piccoli. Nei fatti la forbice sociale è stata ampliata a dismisura. L’assenza di scuola da febbraio a settembre crea una voragine nell’apprendimento che difficilmente potrà essere colmata in futuro. Scuola è diversità, misurazione delle distanze, appropriazione e interazione con gli spazi circostanti.E’ a scuola che si acquisisce “una certa idea di mondo”.Inoltre l’assenza della scuola si traduce per molti in divario di apprendimento, negando il diritto costituzionale all’istruzione e l’essenza stessa della funzione della scuola: consentire a tutti una formazione a prescindere dalle proprie condizioni socio-economiche.E’ evidente che la presenza di una baby sitter non potrà mai restituire a un bambino tutte quelle sfaccettature fondamentali per il suo percorso di crescita che solo la scuola può garantire. E neppure possiamo chiedere ai genitori di improvvisarsi insegnanti per troppo tempo. Per questo le misure dedicate alle famiglie, come il bonus baby sitter – 1200 euro per sei mesi? – e congedo parentale sono solo un palliativo alla cosa più importante.Pensate al benessere dei bambini adesso.Pensate alla scuola. La scuola resta e deve restare l’agente del cambiamento, il motore di sviluppo sociale di un paese. Quello che chiediamo è follia. Basta vedere come altri paesi hanno gestito lo stesso problema: dalla Finlandia alla Svizzera, dalla Francia alla Germania.Ma non vogliamo fare gli esterofili. Ed in effetti basterebbe pensare che quest’anno si festeggia il centenario di Gianni Rodari, le cui idee illuminanti sulla scuola, insieme a quelle di Montessori e Malaguzzi, sono studiate e praticate in tutto il mondo, inclusa alla scuola outdoor, che è già diventata realtà in molti paesi.La nuova cornice in cui ci troviamo oggi ci costringe a ripensare la scuola, intesa come spazio di educazione, di apprendimento e soprattutto di relazione.Sarebbero urgenti indicazioni preparare psicologicamente e praticamente i nostri bambini a ciò che sarà, alla nuova normalità che li aspetta, con un’adeguata programmazione nel breve-medio periodo volta a offrire loro gli strumenti per affrontarla. Non mancano le proposte, ma la loro attuazione. L’epidemia ha messo in evidenza le grandi carenze del nostro sistema di welfare, che si regge sul risparmio privato e sull’assistenza domestica – ancora in gran parte demandata alle donne e ai nonni (quando c’erano).Ora che i nonni sono fuori uso, sono le donne a doversi far carico di una tragica scelta: tornare a lavorare o restare a casa con i figli? E’ inaccettabile che nel 2020 la questione si presenti ancora sotto questi termini, e chi torna a lavorare siano sostanzialmente gli uomini. Ci rifiutiamo di portare avanti le nostre istanze con termini obsoleti appartenenti al lessico degli anni ’90. Quello cui aspiriamo non è la “conciliazione” tra vita e lavoro, ma la “condivisione”. Non un aut-aut ma un et-et. L’uno e l’altro. Sarà necessaria l’attuazione dei protocolli sanitari, che tutelino i lavoratori della scuola e permettano ai nostri piccoli grandi eroi di tornare alla socialità e allo studio in sicurezza.Il modo con cui è stato affrontato – o meglio non affrontato – il tema delle nuove generazioni rivela lo sguardo miope della classe politica italiana ma anche di tanti concittadini sul futuro di questo paese. Una visione che privilegia il breve al lungo termine, che annaffia l’albero già maturo e non vede tutte le potenzialità del seme. Per poter crescere, i bambini hanno bisogno di essere pensati. Un paese che non pensa ai propri figli, è un paese che non investe sul proprio futuro.Chiedendo cose semplici.Che la scuola ritorni a vivere.Che l’estate riporti il gioco della vita ma anche il progetto educativo, indispensabile per garantire la salute e il benessere delle future generazioni, e che altrimenti mancherebbe ai bambini per troppi mesi. Insomma, che coloro che non ci sono ritornino ad esserci, perché adesso, proprio #noncisiamoPer questo motivo, a partire da oggi inauguriamo una campagna di sensibilizzazione dedicata a bambini e famiglie, un progetto di partecipazione al dibattito pubblico per tutelare i diritti dei nostri figli. Una campagna che non avrà nessun colore politico, ma il sapore di un impegno civile a cui è necessario dare risposteCathy La TorreCarlo Tumino (Papàperscelta)Cristina TagliabueFrancesca Fiore (Mammadimerda)Karole Di TommasoSarah Malnerich (Mammadimerda)Silva FedrigoSofia Vineis

Pubblicato da Papà Per Scelta su Lunedì 4 maggio 2020