donazione cordonePazienti in età pediatrica con esiti di ipossia, ischemia cerebrale, i candidati possibili che si sottoporranno a infusione intratecale di cellule staminali.
Un nuovo studio clinico, pubblicato lo scorso 24 novembre sul sito web http://clinicaltrials.gov/, potrebbe dar vita a nuove soluzioni di cura ad una sindrome caratterizzata da un disturbo non progressivo del movimento, secondario ad una lesione del sistema nervoso in fase di maturazione.

Nel documento esplicativo del trial, diretto dalla dott.ssa Maria Mancias-Guerra dell’Hospital Universitario Dr. Jose E. Gonzalez di Città del Messico e appoggiato dalla “US Food and Drug Admnistration”, si specificano i soggetti al quale sarà rivolto. Bambini in età pediatrica compresa tra uno e otto anni, affetti da ipossia, ischemia cerebrale sono i possibili candidati che entrerebbero a far parte di questa importante sperimentazione.

L’obiettivo di tale studio è determinare se la plasticità delle cellule autologhe emopoietiche possa apportare dei miglioramenti allo sviluppo neuronale di soggetti con paralisi cerebrale infantile.

I pazienti saranno sottoposti, in cinque diversi momenti, ad infusione per via intratecale di cellule staminali (CD34+), prelevate dal midollo osseo previa stimolazione con fattore G-CSF (Granulocyte Colony Stimulating Factor).

“Si tratta di un ulteriore passo avanti per la medicina – dichiara Franco Accarpio direttore scientifico di Hematos – poiché se ne deduce l’importanza che le cellule staminali rivestono nella nostra salute”.

Altra fonte di staminali emopoietiche, meno invasiva, è il sangue cordonale che possiede un altissimo numero di CD34 e che, al momento, è tra le terapie cellulari di elezione per patologie emato-oncologiche.

“Non dobbiamo gettar via il cordone ombelicale – sottolinea Accarpio – si tratta di una risorsa che potrebbe rivelarsi un salvavita per il futuro”. Da numerose ricerche è stato evidenziato come l’inserimento di cellule emopoietiche nei tessuti nervosi sia in grado di stimolare i fattori di crescita degli assoni, e generare neuroni nei recettori. È stato inoltre scoperto che, dopo l’introduzione di cellule emopoietiche nello spazio subaracnoideo della spina dorsale, queste potevano essere trasportate attraverso il fluido cerebrospinale raggiungendo così più rapidamente la zona cerebrale danneggiata.

“Queste evidenze scientifiche  – conclude Accarpio – alimentano la nostra speranza e sostengono il nostro impegno nel voler offrire il miglior servizio di criopreservazione di staminali cordonali possibile”.