allattamento artificialeSe il latte materno non c’è o è insufficiente, il latte di formula è l’alimento che lo sostituisce meglio.
È prodotto generalmente dal latte di vacca, modificato in modo che la sua composizione sia simile a quella del latte materno, digeribile e completo di tutte le sostanze necessarie per la crescita.

Nel latte di latteria, invece, i nutrienti essenziali non sono presenti nelle giuste quantità; per questo motivo e per evitare intolleranze e sanguinamenti intestinali lievi, non deve essere somministrato a bambini di età inferiore ai 10-12 mesi. Le aggiunte di latte di formula, se non sono necessarie, vanno evitate; soprattutto nelle prime quattro sei settimane la produzione di latte non si è ancora ben stabilizzata, e cala irrimediabilmente se il seno non viene stimolato perchè il bimbo succhia dal biberon.

– In commercio si trovano diversi latti di formula, alcuni simili, altri differenti per composizione (latti adattati, HA, idrolisati, di soia). È necessario che sia il pediatra a prescrivere il latte idoneo a ciascun bambino;

– i latti di formula sono disponibili in polvere o liquidi, già pronti per l’uso. Possono essere usati indifferentemente. I latti liquidi sono più pratici ma, in genere, più costosi;

–  le proporzioni indicate di polvere e acqua non vanno modificate, per non creare disturbi alla salute.

Come preparare il latte di formula
È molto importante preparare il biberon con cura:

lavarsi le mani;
– utilizzare biberon e tettarelle sterilizzati, o anche solo accuratamente lavati se il bambino ha più di cinque mesi;
– versare la giusta quantità di acqua tiepida (oligominerale naturale in bottiglia di vetro, oppure acqua di rubinetto bollita per cinque minuti e lasciata intiepidire);
– aggiungere la quantità prescritta di polvere (i misurini devono essere pieni ma rasi, la polvere non va compressa, l’eccedenza va allontanata con il manico di un altro misurino o con la lama di un coltello.

Di solito per ogni 30 mL di acqua si deve aggiungere un misurino di polvere:

– tappare il biberon, agitarlo per 10-15 secondi fino a quando la polvere è sciolta completamente e non ci sono grumi;

– scaldare il biberon a bagnomaria, o nello scalda biberon, o nel forno a microonde e controllare la temperatura del latte lasciando cadere qualche goccia sul dorso della mano, per accertarsi che non sia troppo caldo o troppo freddo (d’estate molti bambini preferiscono il latte appena tiepido o freddo, d’inverno la maggior parte preferisce il latte caldo);

– se si utilizza il forno a microonde, ricordarsi che la temperatura è due volte più elevata nella parte superiore del biberon rispetto alla base.

Pertanto:

– mettere nel forno la bottiglia dritta, senza tappo, per permettere al calore di uscire;

– toglierla dal forno una volta raggiunta la temperatura desiderata;

– chiuderla e capovolgerla una decina di volte prima di somministrarla al bambino;

– controllare che il latte fuoriesca dalla tettarella goccia dopo goccia. Se esce a getto, il buco della tettarella è troppo grosso e il bambino potrà ingozzarsi; se esce troppo  lentamente, il buco è troppo piccolo o è ostruito, e il bambino farà fatica a succhiare.

Il pasto
Il pasto dovrebbe essere un momento piacevole in cui il bambino riceve cibo e coccole.
È importante stare comodi e assicurarsi che anche il piccolo sia in una posizione confortevole. La poppata dovrebbe durare in media venti minuti. Dopo il pasto di solito i lattanti emettono qualche ruttino, ossia l’aria che si trova nello stomaco. Il ruttino non è obbligatorio e anche in sua assenza il latte viene digerito. Il suo unico vantaggio è quello di ridurre i rigurgiti (quindi va favorito nei lattanti che rigurgitano parecchio).

Alcuni consigli:

– sostenere con un cuscino il braccio su cui poggia il bambino;

– porre il piccolo in posizione semiseduta, appoggiato nell’incavo del braccio;

– offrire al bambino il biberon, tenendolo inclinato in modo che tettarella e collo della bottiglia siano sempre pieni di latte (ciò impedisce che il bambino succhi troppa aria);

– se fa spontaneamente una pausa, metterlo verticale, con il capo appoggiato sulla spalla, e battere qualche delicato colpetto sulla sua schiena per favorire il ruttino (ripetere questa operazione due volte a pasto, per circa un minuto, soprattutto se rigurgita parecchio);

– a fine pasto, gettare il latte eventualmente avanzato, lavare e poi sterilizzare biberon e tettarella (se il bambino ha più di cinque mesi, è sufficiente lavarli accuratamente).

Sterilizzazione:

– a caldo: fare bollire biberon e tettarella per almeno venti minuti in una pentola piena d’acqua o negli appositi contenitori;

– a freddo: immergere biberon e tettarella per almeno un’ora e mezza nell’apposita vaschetta contenente liquido sterilizzante. La soluzione deve essere rinnovata ogni ventiquattro ore. Gli oggetti sterilizzati vanno estratti con mani accuratamente lavate o con pinze igieniche.

Frequenza e quantità dei pasti
Le necessità alimentari variano da un bambino all’altro; il numero e la quantità delle poppate non devono quindi essere rigidamente prestabiliti, ma possono essere modificati per soddisfare le richieste individuali.
È però necessario, soprattutto nei primi mesi, pesare ogni settimana il bambino per verificare che la sua crescita sia regolare (nei primi tre mesi almeno 150 grammi la settimana).

Conservazione del latte

– È preferibile preparare il latte di volta in volta (se lo si prepara in anticipo, conservarlo in frigorifero, e utilizzarlo nelle ventiquattro ore successive);

– se il bambino non completa il pasto è preferibile non conservare il latte avanzato per il pasto successivo perchè possono mancare le condizioni igieniche ottimali;

– durante i viaggi è bene preparare il latte solo al momento del pasto (eventualmente utilizzare l’acqua calda di un thermos);

– il latte liquido, una volta aperta la confezione, deve essere conservato in frigorifero e utilizzato entro 48 ore;

– il latte in polvere, dopo l’apertura della scatola, deve essere consumato entro 10-15 giorni.