strabismoÈ tra gli strabismi più comuni a rapida insorgenza; i genitori notano facilmente una notevole deviazione oculare convergente.
La diagnosi precoce e il suo tempestivo trattamento, presso un centro oculistico e ortottico rappresentano l’unica possibilità affinchè le sequele dello strabismo non siano permanenti e intrattabili.
A prescindere dagli strabismi congeniti e dalle forme di paresi congenite dei muscoli oculari, e dalle forme minori di esotropia precoce, fino al terzo mese di vita sono possibili condizioni variabili e assolutamente transitorie della motilità oculare quali esotropie (strabismo convergente) o più raramente exotropie (strabismo divergente).
Altre volte invece vi sono delle particolari condizioni anatomiche che simulano uno strabismo, come ad esempio il più comune epicanto marcato (piega cutanea che decorre dal lato nasale dei due occhi, questa quando più è marcata simula uno strabismo convergente).
Fatte queste dovute premesse, è fondamentale specificare che lo strabismo è una condizione clinica della motilità oculare le cui cause sono variabili e le conseguenze non sono mai (solo) estetiche ma sempre funzionali, invalidanti e, se non trattate in tempo nell’età plastica, irreversibili.
La diagnosi precoce e il suo tempestivo trattamento ortottico e/o chirurgico, rappresentano l’unica possibilità affinchè le sequele dello strabismo non siano permanenti e intrattabili.
L’esotropia essenziale infantile è una forma di strabismo convergente che colpisce l’1% dei soggetti nati a termine, la percentuale aumenta nei gemelli soprattutto se sottopeso alla nascita.
Raggiunge il 15% nei nati prematuri. Le sue caratteristiche principali sono:
• Insorgenza entro i 6 mesi di vita
• Angolo di strabismo rilevante (oltre le 40 diottrie prismatiche)
• Normale sistema nervoso centrale
• Deviazione stabile
• Fissazione crociata con posizione anomala del capo (entrambi gli occhi restano addotti, ovvero “convergenti” per cui quando il bimbo guarda con l’ occhio destro tiene il capo ruotato a destra e viceversa)
• Pseudo paralisi dei muscoli retti laterali (apparentemente sembra che lo sguardo del bimbo non riesca ad oltrepassare la linea mediana, ma sembra rimanga addotto)
• Ipermetropia modica (condizione normale)
• Nistagmo
• Altre disfunzioni della motilità estrinseca L’approccio diagnostico e terapeutico è di esclusiva competenza dell’Ortottista e dell’Oculista, che insieme e secondo le relative competenze, attuano le indagini cliniche e stabiliscono il trattamento personalizzato più adeguato.
Gli atti diagnostici iniziali sono l’esame completo del bulbo oculare, l’esame della refrazione (con l’instillazione di colliri cicloplegici), la valutazione approfondita degli aspetti motori e sensoriali.
Così facendo ed escludendo diagnosi differenziali come esotropie sensoriali o paralisi congenite di uno o entrambi i muscoli abducenti, si valuta il tipo di fissazione attuato dal bambino e la preferenza o meno nell’uso di uno dei due occhi.
Stabilito che l’angolo elevato di tale strabismo non è correggibile con lenti, che nonostante le terapie ortottiche del caso, non ha una riduzione sostanziale, l’aspetto terapeutico è indirizzato meramente al trattamento dell’ambliopia (cosiddetto “occhio pigro”, ovvero un mancato sviluppo visivo di uno dei due occhi a causa del suo non uso) quando la fissazione non sia alternante e al miglioramento della motilità oculare attraverso le diverse terapie attuate dall’ortottista, in attesa comunque dell’intervento chirurgico che resta il trattamento d’elezione per questo tipo di strabismo.