febbre bimboI preziosi consigli e suggerimenti del pediatra per curare e prevenire i malanni stagionali che colpiscono soprattutto i più piccoli.

“Dottore, potrebbe venire a casa, il mio bambino ha la febbre e non posso farlo uscire!”
Un pediatra sente questa frase quotidianamente.

Che cosa è la febbre? Quale ne è la causa? È pericolosa? Vediamolo insieme. La temperatura corporea esterna normale è compresa tra i 36°-36, 5° C, con massimi di 37° C. Si misura in modo diverso a seconda dell’età del paziente: nel bambino più grandicello si può misurare sotto l’ascella (mantenendo il termometro circa 9-10’) mentre nel bambino più piccolino si preferisce valutarIa nel sederino (temperatura rettale). Basta lasciare il termometro nel sederino circa 1-3 ·minuti, tenendo presente che la T. rettale è circa 0, 5 gradi più alta di quella esterna (37, 5 rettali = 37 sotto l’ascella) La temperatura corporea può essere più alta della norma per vari motivi. Ad esempio, nel neonato e nel bambino molto piccolo, si può avere ipertermia se l’ambiente circostante è troppo caldo o se il bambino è troppo coperto.

Se il bambino introduce pochi liquidi (prende poco latte), soprattutto alla nascita si può avere un lieve rialzo termico, detto “febbre da sete”. Addirittura, nel lattante, si possono avere ipertermie dopo pianto protratto. Come è facilmente comprensibile, in tutti questi casi non si tratta di febbri veramente patologiche, e basta tenere la temperatura circostante più bassa, scoprire il bambino, o farlo bere a sufficienza, per far velocemente sparire la sintomatologia. D’altro canto soprattutto il lattantino brucia parecchie energie per mantenere la temperatura corporea e soffre sia il troppo caldo che il troppo freddo. Un comodo sistema per regolarsi su quanto coprire i bimbi piccoli, consiste nel sentire con la propria mano la temperatura delle estremità (mani e piedi). Sono infatti le parti più periferiche del nostro corpo, che per prime si raffreddano se si è troppo scoperti (talvolta acquisendo anche un colorito bluastro cianotico). La febbre di solito si verifica in altri due casi di malattia: in corso di malattie infettive e in caso di disidratazione da perdita abbondante di liquidi come avviene nelle diarree.

Questa è la sola febbre che il medico deve controllare. Durante episodi patologici generalmente da infezione, avviene all’interno dell’organismo una dura battaglia tra i germi infettanti ed i sistemi deputati ad uccidere gli invasori. I germi tendono a moltiplicarsi molto velocemente soprattutto se trovano la temperatura ideale; pertanto durante la battaglia le cellule immuni dell’organismo emettono delle sostanze dette “pirogene” che stimolano una parte del cervello deputato a regolare la temperatura corporea, ad alzare la stessa in modo che i germi trovino un ambiente meno favorevole alla loro replicazione. Lo stesso meccanismo è stimolato dai residui dei batteri uccisi.

Per aumentare la temperatura il nostro corpo contrae un numero enorme di piccoli muscoletti sotto pelle, i “muscoli erettori del pelo” che contraendosi bruciano energie e producono calore; è questo il motivo per il quale, quando sale la febbre, si hanno inzialmente i brividi. Come si vede, quindi, la febbre in sè non è una malattia, ma un sintomo che oltretutto è benefico per l’organismo per combattere le infezioni.

Tuttavia è pur vero che se c’è una febbre il paziente è spesso preda di un’infezione, ed uno dei mezzi migliori per combatterla è “riguardarsi”, cioè stare a riposo con una temperatura ambientale possibilmente costante, come quella che si ha di solito nelle abitazioni. è auspicabile evitare di far uscire i piccoli quando sono febbricitanti, però quando la febbre non è molto alta, segno di un’infezione lieve, per particolari necessità, come ad esempio recarsi a visita dal medico, è possibile uscire ben coperti senza alcuna conseguenza. Non è necessario stroncare sempre l’ipertermia con i farmaci anti-febbrili; solo quando questa è elevata, di solito sopra i 38, 5 gradi rettali, se il bambino è sofferente e abbattuto, conviene intervenire con i farmaci.