alimentazione in gravidanzaSi avvicina con grande gioia il momento di far nascere il bambino.
Non manca molto all’evento è finalmente potrete guardare il visino su cui per nove mesi avete fantasticato. Vediamo cosa succede durante gli ultimi tre mesi di gravidanza La consapevolezza del ruolo fondamentale ricoperto dall’alimentazione in gravidanza, emerge chiaramente dai numerosi studi (1, 2, 3). Infatti, è stato dimostrato che un’alimentazione insufficiente, non equilibrata, predispone il feto a malformazioni (4) e ad una sensibilità maggiore, una volta adulto, ad eventuali errori alimentari. Il vecchio luogo comune del “mangiare per due” è ormai ampiamente superato; le motivazioni per cui le “voglie” dovrebbero essere sempre soddisfatte sono assolutamente inconsistenti. L’alimentazione ideale della gestante dipende dal suo stato di salute e dal suo peso corporeo al momento del concepimento e non è diversa da una normale dieta equilibrata e varia, che deve soddisfare le particolari esigenze nutrizionali secondo quanto definito dalle Linee Dietetiche nazionali ed internazionali (LARN e RDA). In gravidanza non bisogna stravolgere le proprie scelte alimenta ri, ma solo riequilibrarle, seguendo indicazioni utili per il proprio benessere psicofisico e quello del bambino. L’aumento di peso e il nuovo fabbisogno energetico in gravidanza devono essere determinati individualmente e differiscono da donna a donna in funzione dell’IMC (indice di massa corporea) pre- gravidanza. In condizioni fisiologiche le donne sottopeso all’inizio della gravidanza necessitano di quantità di energia superiori a quelli delle donne che iniziano la gravidanza in condizioni di peso ottimale o in sovrappeso. Le prime infatti (IMC < 18, 5 kg/m2) dovrebbero aumentare il loro peso di 12, 5-18 kg, le normopeso (18, 5 kg/m2 < IMC < 25 kg/m2) di 11, 4-16 kg (0, 5 kg / settimana nel 2° e 3° trimestre) e le sovrappeso (IMC > 25 kg/m2) di 7-11, 5 kg (4). Nelle donne obese (IMC > 30 kg/m2) il guadagno di peso raccomandato è di 7 kg (5). La sigla IMC significa indice di massa corporea, che si calcola in base al proprio peso corporeo e all’altezza, e si ottiene dividendo il peso corporeo (in kg) per il quadrato della statura (in metri). Il fabbisogno calorico aumenta durante la gravidanza, ma principalmente nel secondo e terzo trimestre. L’apporto calorico complessivo è puramente indicativo, sono da considerare le variabili individuali come lo stile di vita, il lavoro, le abitudini alimentari, i fattori ambientali e sociali. Nel primo trimestre di gravidanza l’incremento di peso dovrebbe essere scarso, all’incirca 1, 5- 2 kg, a volte alcune donne tendono a dimagrire, per la nausea ed il vomito. Nel secondo trimestre il peso dovrebbe aumentare da 4, 5 a 5, 5 kg, nel terzo trimestre l’aumento previsto dovrebbe essere di 2, 5- 3, 5 kg. Secondo le indicazioni dell’INRAN (4) nel 2° e 3° trimestre l’aumento calorico per la gestante deve essere di circa 300- 400 Kcal/die giornaliere in più, soltanto nel caso che l’attività fisica rimanga costante, poiché invece, spesso, la donna in gravidanza riduce l’attività fisica, in questo caso anche un incremento di 150 Kcal è considerato sufficiente (su un’alimentazione giornaliera media di 2000-2400 Kcal).
Piccoli consigli:
1. Fare pasti piccoli e frequenti (4-5 al giorno)
2. Aumentare il consumo delle proteine, circa 13 gr (es. quelle di 2 uova o 70 gr di carne magra o in 300 ml di latte)
3. Consumare cibi integrali per combattere stipsi e malattie emorroidali 4. Limitare i dolciumi, i cibi fritti e quelli molto elaborati 5. Ridurre il sale 6. Evitare superalcolici e limitare vino, birra, thè e caffè.

Bibliografia

1. Obstet Gynecol. 2007 Aug; 110 (ePt 1): 378-84 2. Diabetologia. 2006 Nov; 49(11): 2604-13 3. J Physiol 2009 Jul 15; 587 (Pt 14): 3423-4 4. Br J Nutr. 2008 Apr. 99 (4): 869-75 5. Linee Guida di una Sana Alimentazione Italiana, INRAN 2007