È merito della corrente artistica dell’impressionismo se nell’immaginario comune Parigi appare come la città dell’amore, con gli artisti intenti a dipingere lungo la Senna. Gli impressionisti furono un gruppo di artisti coraggiosi che decisero di lasciarsi alle spalle gli atelier e scendere in strada per raccontare, attraverso la pittura, le mille sfaccettature della loro città trasformandola da Ville Lumière nella capitale dolce, romantica e malinconica quale è ancora oggi Parigi. Il tutto nacque da un gruppo di amici che, stanchi delle rigide regole imposte dalla cultura accademica dell’epoca, decisero di disobbedire a tali regole in quanto reprimevano ciò che è alla base dell’arte: la creatività. E fu proprio trasgredendo che questi artisti scrissero una delle pagine più importanti della storia dell’arte contemporanea.

Nasce il concetto di pittura “en plein air”, (all’aria aperta); gli artisti impressionisti abbandonano le vecchie e buie stanze degli atelier per abbracciare la realtà, dipingendo dal vivo, in modo tale da poterne cogliere l’infinita varietà di sfumature che compongono ogni singolo colore.
La particolarità delle opere impressioniste risiede nel fatto che esse non rappresentano la realtà così com’è, ma in base a come viene percepita in quel momento dall’occhio dell’artista. I colori non verranno più mescolati, ma verranno semplicemente accostati, dando vita a delle spettacolari contrapposizioni cromatiche di immagini non definite, quasi sfocate. Come esempio si potrà citare “I papaveri” di Claude Monet.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, parallelamente all’impressionismo pittorico, nacque con Claude Debussy l’impressionismo musicale, o meglio “Simbolismo musicale”, il quale dava importanza principalmente ai timbri e alle atmosfere, preoccupandosi meno delle strutture formali quali la sinfonia o sonata. Sarà proprio rinnegando le “forme” musicali classiche, quali la sonata e la sinfonia, che Debussy riuscirà a dar vita a “pennellate” di note che sono in grado di rendere la musica maggiormente suggestiva ed eterea.
Citando lo stesso Debussy: “L’importante è il suono che si crea, non la sua struttura”.

Gli artisti impressionisti dipingevano all’aperto, nella natura, i musicisti rappresentavano questa immersione nella natura con l’intenzione di comunicare e anche trasmettere le impressioni, emozioni, percezioni. Ai colori “indefiniti” degli impressionisti corrispondono i colori timbrici strumentali della musica: così come i contorni sfumati delle forme impressioniste, così i contorni musicali prendono delle sembianze indefinite, sospese, in grado di suscitare nell’ascoltatore un’atmosfera immaginaria, elegante e preziosa con impressioni brevi, momentanee, irreali ed eteree.

Questa interazione tra arte, musica e natura permette la realizzazione di laboratori per bambini in modo tale da educarli sia dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista musicale.
Il laboratorio si propone di trasformare i bambini in piccoli artisti impressionisti ognuno dotato di una tela per dipingere e una tavolozza piena di colori, di fronte a loro la vastità della natura e come sottofondo “L’Isle Joyeux” di Debussy; e saranno proprio queste note indefinite a guidare le piccole mani dei bambini nel comporre sulla tela una vastità di sfumature di colori e forme indefinite.

dott.ssa Elisa Vesce
Co-terapeuta: Celeste di Biase